mercoledì 26 novembre 2008

feisbucc...ppicarità!


non ce l'ho fatta. giuro che ci ho provato.
amici, amiche, chiedo venia. questo post nasce dalla perniciosa assai decisione che ho preso qualche tempo fa di iscrivermi a feisbucc. ppiccarità!
ringrazio tutti quelli che mi hanno "invitato". invito ricevuto sempre con piacere e in qualche caso anche con sorpresa, visto che trattasi di persone che non vedo da un millennio (...i miei compagnetti di classe! ..che spero di riincontrare presto). bene. io però ho un problema. ero assai refrattario ad iscrivermi a feisbuc (per quel poco che ne capivo...e che ne capisco ancora ora) per tutta una serie di motivi. e allora l'ho evitato vilmente (come moti di voi si saranno accorti).
poi, domenica scorsa, preda dell'influenzetta (ma secondo me non era australiana..me la sono trovata seduta accanto...mi sono girato per guardarla in faccia...lei mi ha fissato....io l'ho fissata...e dopo un lungo silenzio mi fa .."cchi talii") ho deciso che era il momento di affrontare feisbucc. obama ci ha vinto le elezioni, cazpita!
eccomi. la schermata iniziale. la mia pagina personale. le mie richieste di amicizia. il mio profilo...io...io...mi piace andare a camminare in montagna da solo....io....esco poco...mi piace il silenzio....per me questa "esposizione" parapersonaledigitalmediata è troppo. non riesco gestirla. non ce la posso fare mai. dio, sono piena nevrosi tecnologicoemotiva. perchè? perchè??
domino la situazione. ho la risposta. bè, a dir la verità ce ne sarebbero varie: sono vegamente sociopatico, sto crescendoe la tecnologia si fa sempre più ostica, sono un tipo dai tempi luuunghi e tutta questa istantaneità mi spiazza, ecc. ma la risposta maxima è una, fatta di queste parole di saggezza che una volta vidi incise in un tempio lontano, in un postio lontano: chi se ne frega! chi se ne frega se obama ci ha vinto le elezioni. chi se ne frega e con feisbucc non ce la faccio a farcela.
eliminato.
e vualà. la nevros non scè plus!
e allora, amiche, amici, rieccomi a voi, perchè per voi scrivo oggi. non abbiatecela con me. se sono approdato sulla spiaggia di feisbucc è perchè c'è voglia di vedervi, di sentirvi, di restare, ricominciare, o cominciare ad essere "in contatto" con voi. e se ne sono risalpato alla velocità della luce è perchè io sono io, con le mie tare.
spero di sentirvi, vedervi presto. sono refrattario a feisbucc ma sono un fedele utilizzatore di mail, skype, ho un cellulare (sempre lo stesso....sono legato alle tradizioni) pressoché sempre acceso, abito lì davanti al mare e se passate fate un fischio che mi affaccio per accogliervi.
era un blog in cui si parlava di viaggi. bè, lo è ancora. scrivo da roma, dome sono arrivato ieri notte. resterò un pò qui e poi andrò qualche giorno a pavia. viaggetto, direte voi. e che solo viaggi intercontinentali!? e poi sono reduce da un viaggetto paneuropeo che mi ha portato ad attraversare l'italia, l'austria, la germania, la francia, la svizzera e poi ancora l'italia. e non era in interrail. ma i motivi di tali peregrinazioni ve li racconto un'altra volta.
a già, e giusto per concludere, su pilgrim (la braca! la barca!) è stato rimontato l'albero e adesso 'u ciatu è in acqua, non ancora pronta a salpare ma poco manca.
vi posto una foto durante i lavori di ristrutturazione.
vedete? di una certa età, con le mani sporche di vernice e con uno sguardo così perplesso davanti all'uso di un rullino, posso mai farcela a usare feisbucc??
ppiccarità!

domenica 5 ottobre 2008

one more pilgrim


eccomi dopo un mesetto. salute a voi.
no, non sono in partenza per improbabili luoghi al di là del mare, non sono su un aereo cercando di capire di preciso dove è che atterrerò.
sono a casa, alla mia scrivania. e se in questo spazio trovano parole che parlano di viaggi e di avventure, dovrei scrivervi di quello che mi è successo da quando sono approdato a catania dal messico. ma non è per condividere con voi queste mie vite trascorse che sto qui stasera. e tra l'altro, dopo avere tanto scritto e per tanto tempo, faccio una fatica a mettere due parole una dietro l'altra (anche parlando..lo ammetto), ma una fatica che no vi dico.
comunque.
è successa una cosa. una cosa che, del resto, ha molto a che fare con i viaggi. e mi auguro che abbia a che fare con tutti voi (a poco a poco per piacere)!
parlo di sogni. parlo di un sogno. un mio vecchio sogno. spesso quando penso ai miei sogni, o almeno ad alcuni, mi capita di pensare alla folle attitudine che alle volte mi prende di cercare di fare in modo che diventino vere magie, di realizzarli: rischiosissimo. ma, sbatti e sbatti, gira e gira, alle volte funziona.
bisogna avere pazienza, come qualcuno mi disse tanto tempo fa. certo. ci vuole pazienza per trovare la magia. ci vuole pazienza per tentare di realizzare un sogno. è proprio vero. io ho avuto pazienza.
e poi ci vuole qualcos'altro. ci vuole che devi avere voglia di correre il rischio di vedere un'idea nella realtà che hai intorno. con tutti i rischi del caso, compresa la cura di cui ogni sogno e ogni idea, esposti alle aggressioni della vita, hanno bisogno.
...in certi casi, come in questo, ci vogliono anche un poco di soldini.
ok. dopo anni, si sono verificate le premesse di cui sopra. ed è arrivato...è arrivata "pilgrim" (ma guarda un poco il caso...). non ho ancora capito se è maschietto o femminuccia. sospetto femminuccia.
è lunga poco più di nove metri, ha un'anima di legno ed è blu.
è una barca. a vela. non fatevi ingannare dalla foto: l'albero c'è.
non ho parole. torno adesso da una gita a siracusa, dove pilgrim abiterà per un anno almeno, con ancora la vernice bianca sulle mani e un filino di stanchezza.
è difficile dire cosa provo al pensiero..e nell'azione. so che mi piace.
ho conosciuto una persona durante la mia ultima crociera (vi ricordate? quella dove si spasciava tutto? vi chiederete...chissà adesso com'è? eh eh. io lo so. secondo voi?) che, una volta, mi ha detto una cosa. senza che c'entrasse niente con quello che stavamo dicendo, mi ha detto che aveva un piccolo sogno: avrebbe voluto una barca. mi ha detto di non essere una persona che tiene particolarmente alle "cose", come sembrano essere la gran parte dei proprietari di barche. ma la barca a vela non è solo una "cosa", è anche un'idea. mi ha detto questo. non posso che sottoscrivere.
ora vi lascio e mi sistemo per tornare a siracusa (è passata una notte).
e mi abbandono per un poco al pensiero che per difendersi dalle aggressioni di un mare impietoso, di un vento selvaggio, di un cielo nero e basso su di te, di una vita aggressiva e violenta, non serve una fortezza con muri e portoni, serve una piccola barca. una culla.
spero che pilgrim lo sia (e che navighi il più possibile in splendide giornate di vento e sole e luce!). per me e per le persone che mi stanno cuore.
siate i benvenuti a bordo.

giovedì 14 agosto 2008

trascurati ma sempre nel mio cuore


amicci. rieccomi a voi.
vi ho trascurato. mi dispiace.
questa crociera è stata un tantinello complicata. sono non più di dieci giorni che le cose hanno preso un andazzo normale, dopo un mese e più di vari "contrattempi". e naturalmente sono qui a scrivervi dal main lab nel pieno di una delle mie ultime notti acustiche.
diciamo che ci stiamo sparando gli ultimi colpi. sabato alle due di notte è prevista la fine delle attività. poi un giorno pieno per recuperare tutti i giocattoli che trasciniamo e un paio per riconquistare la terra.
immagino che dovremmo arrivare a manzanillo tra il 20 e il 21. e poi questa crociera è finita. ammetto che sono un filino stanco. sarà perchè ho speso parecchio per cercare di resistere ai vari problemi che ci sono stati a bordo (con risultati mediocri, ad esser sinceri). sarà che questa crociera è veramente lunga (è la prima volta che sto a bordo di una nave per così tanto tempo). sarà che mi mancate. sarà che di delfini e balene (e bestie in generale) se ne sono viste davvero pochine. sarà che piove sempre e il sole è un miraggio. saranno queste e varie altre cose. sarà, ma una volta arrivati a terra, se non ho da lavorare ancora un poco a bordo, mi spruzzo fuori dal traghetto dei pirati alla velocità della luce. ciao ciao...vi voglio bene a tutti...ciao è stato un piacere...ciao...via! destinazione, se ci sono camere, hotel colonial. dove bivaccherò fino al 23, giorno in cui mi aspetta un fantastico aereoplanino che mi porterà a houston. poi new york. poi milano. poi pavia. poi catania. e poi a mare. non ne ho avuto abbastanza, vi chiederete? mai. e poi non mi sono fatto manco un bagno. già, a mare. ma come dico io. il che, soprattutto dopo questo mio rientro, vorrà dire varie cose. compresa una novità che però ancora non scrivo (anche se molti di voi sanno già di cosa parlo). novità che troverà spazio anche in queste sicilian pilgrim pagine dove, vi assicuro, non potrà che trovarsi a suo agio.
e certo anche un salto alla montagna, tanto per tornare lì da dove questa avventura è cominciata.
e poi ho bisogno di camminare.
alla prossima.

ps: qualcuno mi chiedeva quanto cacano le sule. la foto è stata fatta una ventina di giorni fa. adesso quel trespolo è completamente bianco con colature di cacca bianca che si spandono su tutte le lucine che ci stanno sotto. cacano parecchio.

lunedì 28 luglio 2008

l'era della terza lavatrice

ragazzi miei (e ragazze mie...naturalmente!), che crociera!
sono ancora vivo! e vi assicuro che non è affatto scontata come informazione! da queste parti è successo davvero di tutto. veramente un pochino sfortunella questa crociera. vi tralascio i dettagli che poi vi racconterò quando ci rivedremo. ma vi dico che...si è sbregato il cavo dell'idrofono che ci abbiamo trovato un bello squarcetto tipo squalo che l'ha masticato un poco. abbiamo sostituito il cavo vecchio con quello nuovo (trecento e rotti metri...operazione nella quale, tecnicamente si dice così, ti fai un culo come una casa). poi....abbiamo perso a uno a uno il segnale dai quattro canali che ci sono nell'idrofono. abbiamo tirato via il vecchio idrofono e abbiamo intappato nel winch quello di riserva. durante l'operazione si sono macinati i contatti. rifatti. poi si sono rimacinati durante un'operazione di recupero. e rifatti daccapo. ...che ne volete ancora?? lo sapete quanto mi è costato in ore di sonno non dormite, cibo non mangiato, cacchina non fatta, e, soprattutto, ansia a tremila!?
bene. adesso sono qui nel main lab a farmi il mio turno di ascolto notturno. e sembra che tutto vada bene. io ho recuperato un pò di sonno, ho ricominciato a mangiare decentemente (ma sempre una volta al giorno che così la linea ci guadagna!) e, insomma, sembra quasi tornata una crociera normale (a gratt e gratt e fai corn e fai corn!!). sono ricominciate anche le mia ore d'aria sulla torre che tanta felicità mi danno. anche se il tempo continua a fare un poco schifo...a fare proprio schifo, ogni tanto ci viene regalata una giornata con un poco di sole. per cui me ne posso stare le mie tre oretta a piedi nudi, senza maglietta, a guardarmi il mare e a cercare delfini. delfini....a proposito di delfini, qualcuno ne ha visti?? l'east pacific rise (il pezzo di dorsale pacifica su cui ci troviamo) è praticamente deserto! ieri eccitazione smisurata per un avistamento di tartaruga. oggi, incredibile, una zummuliata di delfini a sei chilometri...io non c'ero...nè per l'una nè per gli altri...e quindi non ci credo. manco a dirlo che di fischietti non se ne parla proprio. l'unica costante presenza "biologica" sono le nuvole di pesci volanti che si alzano spaventati dal fiero incedere di questa specie di traghetto e le sule. sule sule! che gli ammaricani chiamano boobies. e devo concedere che è ben più carino boobie di sula. le quali sule...le quali boobies si arricriano ad ammuccarsi i pesci volanti...al volo. e poi organizzano questi show per accaparrarsi uno dei posti su un trespolino che c'è a prua. la scorsa crociera c'erano anennine varie su quel trespolino. adesso è diventato un perfetto posatoiocacatoio. poi cercherò di postare una foto. se dai un'occhiata a una boobie e poi al cacatoio dici...ok...ce ne staranno...quattro. oggi siamo arrivati al nuovo record di dodici! con scerre tremende, naturalmente.
io qui, entrato nell'era della terza lavatrice da fare, ammetto che la sto un pochino ammuttando 'sta crociera. un pò per i problemini che ci sono stati (che di energie se ne sono succhiate parecchie) e un pò perchè è ormai più di un mese che me la faccio piedi piedi. ma vabenone, come sempre quando sono in mezzo al mare.
mi spiace non postare di più (eee....non postare.....se ne devandare....) ma, a parte i giorni di delirio che ho passato appresso a tutti i problemi che ci sono stati, ci hanno levato l'accesso a internet da pc nel lab per oscure ragioni. possiamo giusto leggere le mail...ma prometto di fare del mio meglio per tenervi aggiornati sulle mie minchiate oltreoceaniche.
chiudo con una notizuola di servizio. la data prevista per il rientro a manzanillo è il 21 agosto. se fosse vero, immagino un rientro in italia...che so....il 25 o il 26 o giù di lì.
abrasci e basci

martedì 15 luglio 2008

ca viremu


arriecchici qui.
siamo partiti da manzanillo ieri, dopo una serie interminabile di annunci, smentite, ritardi e coppole varie. insomma, siamo in mare. e ci siamo appena lasciati alle spalle elida. una simpaticissima depressione tropicale con conseguente tempesta. ci sono stati un paio di giorni di risate a guardare gli hurricane alert della nooa (se siete curiosi andate a sbirciare sul sito della nooa o fate una ricerca su google "storm east pacific"...magari trovate qualche immagine) e la rotta che dovevamo fare per raggiungere il posticino dove stiamo andando: quel middle of nowhere che abbiamo lasciato...non so quanti gironi fa (per i curiosoni geografici saremo più o meno tra gli 8 e i 15 N e tra i 100 e i 105 W). e per due giorni abbiamo abballato la ssssamba! con sofferenza di qualcuno e con mio grassissimo divertimento. soprattutto durante il mio ultimo turno di osservazione dalla magic tower: tre ore di spassoso delirio in mezzo a onde di quattro metri e vento a trentacinque nodi. yeeeeee....io e joe....due cretini...
la sosta a manzanillo, alla fin fine, non è stata male. se si esclude questa cosa che ti dicevano...andate, ma tornate per le otto! poi tornavi e sulla lavagnetta trovavi scritto...per le 16 (del gionro dopo) e via così. il messico, se non si fa caso alle facce messicane, potrebbe essere la sicilia di cent'anni fa. e senti quest'aria un pò familiare. la gente seduta davanti alle porte di casa, i ragazzini che corrono per le strade a piedi nudi, e quella miseria col sorriso sulle labbra che è... magica. sdilluvi di quelli seri. e un caldo bestiale. mi sono fatto un giretto con nick sul montarozzo che domina il paesino e tenere gli occhi aperti era imposibile per il sudore salato che ci si finiva dentro a fiumi. passeggiata...nella foresta ttropicale! tutto verdissimo con questi cactus enormi che ogni tanto venivano fuori dal mezzo degli alberi. iguane, lucertole di tutti i colori, farfalle enormi. e zanzare che, buttana la miseria, ci avevano più fame ...della fame nera. sono pieno di bolli dappertutto. e quel furbone di nick che mi fa...se non ti gratti per venti minuti, il prurito sparisce. tze! canadesi babbasunazzi. ancora mi sveglio la notte per il prurito e mi ritrovo contorsionista a strapparmi la pelle dalle caviglie!
comunque, abbiamo partiti.
se tutto funzionerà non lo sa neanche padre pio. vedremo. domani si inizia a filare la roba in mare e tra un paio di giorni la prova del nove (ma qualcuno di voi se lo ricorda come si fa la prova del nove??).
non si sa ancora se e quanto ritardo ci sarà rispetto al previsto rientro dell'11 agosto. si è detto due settimane. si è detto non più di dieci giorni. si è detto nessun ritardo. si è detto non più di cinque giorni. venghino siori venghino! partecipare alla lotteria è facile facile! mandate un commento sul blog e partecipate all'estrazione...ricchi premi e cotillon...magari vincete qualcosa di...rotondo...
e per il momento è tutto. vi lascio alle vostre terrestri occupazioni e io me ne torno a minchieggiare in giro che finchè non abbollo lo strumento (...non siate maliziosi!) non ci ho moltissimo da fare.
al pros post

venerdì 11 luglio 2008

cominciamo...una cippa!

cari miei, scusate la scarsezza di postamenti. ora vi spiego anche il perchè. anzi, vi spiego perchè l'altra volta erano decisamente di più. l'altra volta, come voi, affezionati lettori e soprattutto affezionate lettrici, sapete bene, (...ci sono un bordello di virgole in questo periodo!!!), (tiè!) passavo le mie notti davanti ai miei monitor con a disposizione un bel portatile con connessione a internet. bene. questa volta il portatile non c'è. ma...accidenti! non faccio neanche i turni di notte!! e allora che faccio? ed eccoci alla mia attuale situazione. dopo tre settimane dalla mia partenza sono a bordo del traghetto dei pirati diretto...a manzanillo. a manzanillo?? ma non ero partito da manzanillo??? si. solo che puttroppo ci si sono spasciati i compressori che servono per fare i botti con gli airguns. e dopo tre giorni a girovagare a mille e più chilometri dal pezzo di terra più vicino nel tentativo di riparali, ci si è rassegnati all'idea che bisognava andare dal meccanico...quello all'angolo. e adesso stiamo avvicinandoci...all'angolo. insomma, si torna a manzanillo per vedere se si riesce a riparare il tutto. se si, probabilmente si riprende il mare e facciamofintachenonèsuccessoniente (con probabile "extension" della crociera di una decina di giorni....e tutti sono contenti qui a bordo: più giorni = più dindini ntelle sacchette). se no....ce ne torniamo tutti a casa con le pive nel sacco (...che minchia sono le pive?).
in tutto questo ho capito perchè gli ammaricani fanno sempre film su disastri e catastrofi: non riescono a non farli succedere. e poi ci sbattono sopra un bbbilione di ddollari e abbessano tutto! dopo un paio di giorni di smarrimento e di uno strano clima a bordo, adesso tutto sembra tornato quasi normale...anche se c'ùe sempre questa incertezza su quello che succederà. in compenso il tempo fa cagher. sdilluvia in una maniera fantastica. devo dire che, a parte che mi manca un tantinello il sole, c'è del bello nel navigare in mezzo al maltempo. facciamo centinaia di chilometri e....ti rendi proprio conto che...attraversi spazi...con cieli diversi...e pioggia....poi niente....poi vento...poi pioggia...insomma, non ve lo so spiegare!
io passo il mio tempo un pò scrivendo varie cose, un pò leggendo e un pò assolvendo ai miei compiti di marine mammal observer sulla tower, che sempre grandi soddisfazioni ci da. anche col tempo de merd.
a chi vi dice che se ne vuole andare in messico in vacanza dateci una cozzata fotte fotte e poi speditelo di corsa a porto palo e diteci di starsi zitto e non dire minchiate.
e questo, cari voi, è tutto per il momento.
dovremo arrivare a manzanillo domani notte. e io devo assolutamente lavarmi le robbe.
ma ormai domino.
alla prossima
...
in realtà sono arrivato. in mezzo a sdilluvi costanti.
sono appena rientrato da una...bevutina. ma stavolta è stata davvero una bevutina. quegli stronzoni degli altri mmos se ne sono andati con le tre femminelle studentelle...naturalmente senza dirmi niente...e allora dopo essermene uscito solo soletto, avere incocciato il tavolone dell'equipaggio ed essermi bevuto un paio di birrette con loro, ho concluso la mia serata con un cinese e un iraniano. il quale iraniano, raccontandomi del suo paese, mi diceva che in iran c'è la democrazia: si elegge il parlamento, poi il parlamento elegge il presidente che a sua volta nomina i suoi ministri. solo che c'è l'autorità religiosa. che non ha potere formale, ma che pesa moltissimo sulle nomine e su tutti gli atti di politica interna ed estera.
a voi viene in mente qualche altro paese in una situazione simile?

vi aggionro

venerdì 4 luglio 2008

cominicamo davvero

forse che oggi si comincia il lavoro vero. dopo cinque giorni di navigazione siamo quasi sul punto dove si inizierà a...sparare. e ad ascoltare, naturalmente! ci sono voluti tre giorni per calare in acqua tutta l'attrezzatura; se ne sta a ancora buttando di roba a mare. e tra un pò sarà il turno del pam idrofono, e vediamo che succede!
la defezione dell'hd è stato solo il primo degli "inconvenienti tecnici", al quale sono seguiti tutta una serie di problemucci che sembrano essere stati risolti. le temp fa schif; o quantomeno ha fatto schifo fino a ieri. ieri sera, per la prima volta, si è visto il sole e qualche pezzetto di celo e stamattina mi sono goduto una bella albetta cono sole caldo dritto dritto ntella faccia.
per il resto, qui a bordo, tutto come al solito. un pò di facce nuove, per la verità. ma l'atmosfera sembra proprio la stessa. se tutto va come va oggi comincio con i miei ritmi assurdi, con le mie notti ad ascoltare il blu e la mie giornate spese nel tentativo di dormire un pò. durante le mattine passate ho constatato con gran piacere che non c'era nessuno a smerigliare o a martellare sui vari ponti. bene, mi sono detto, può essere che un pò di pace e un pò di sonno me la godo questa botta. ecco.e stamattina...ta daaa un cazzo di marinaio filippino con un flex in mano. alle sette e mezzo!...ma porca miseria!! allora lo fate di proposito?! ...speriamo che era giusto un colpetto così...tanto per gradire. e soprattutto speriamo che la cabina sia sempre distante dalle sorgenti di ferroso fracasso! ....minchiate col botto! stanno cominciando a martellare!!! ce li ho sopra la testa...ahhhhh!
...
ore tre del mattino. aaaaaa....ora si che ci siamo! abbiamo cominciato con i ritmi assurdi. dopo cinque giorni passati a filare tutta la mer...ops...tutta la sofisticatissima attrezzatura che serve ai geofisicists....e l'idrofonino del pam, stasera alle 11 si è cominciato col lavoro vero. l'ultima volta che ho avuto gli occhietti chiusi con degna soddisfazione è stato circa venti ore fa. e il miraggio di un pò di sonno si concretizzerà in sprofodamento in cuccetta tra circa quattro ore. bene. ed è il primo giorno....iemu avanti!
oggi ho avuto un'illuminazione. ho colto una di quelle verità che ti cambiano la vita. e dove ho visto la luce? in bagno, naturalmente. donne! è arrivato l'arrotino....no, no....quella è un'altra cosa.....donne! ecco la vostra rivincita sui maschietti! donne! gioite per la verità che state per leggere. donne! evvabbè, abbiamo capito. ok. ecco: fare pipì su una nave in mezzo al mare un pò formato è decisamente più semplice per le femminucce. i maschietti infatti...ecco...hanno le mani occupate durante questa attività....e tutto si muove e non riesci a stare in piedi....allora diciamo che ti liberi una mano...cerchi un appiglio....no, la tenda della doccia non va bene....ok , ancora stai centrando il bersaglio...ok...ecco l'appiglio..santa cassetta dello sciacquone. istante di tranquillità...ma passa in fretta....tutto continua a muoversi...l'asse della tazza precipita....cazz....con che mano la fermo...porc....che mollo...stack! e l'asse si è abbattuto (peraltro pericolosissimo!)...e se non mantieni la calma rischi di fare veramente un casino! donne! la prossima volta che in macchina farete presente che avete da fare un bisognino e il maschietto che vi sta accanto risponderà...e che ce vò, accostiamo un secondo...non guardatelo con occhi truci senza neanche porre la retorica domanda che come una lama di coltello vi si scolpisce nella mente! sorridete e pensate che esistono posti dove tirare fuori il coso e spisciazzare (...si può dire spisciazzare su un blog?) non è affatto la condizione migliore!
ok. dai su, sono un pò stanco!
bene. a conclusione di questo post di inusitato spessore concettuale, vi comunico che qui è la stagione delle piogge. e si vede. e si sente. acqua dappertutto. sopra, sotto, di lato. e dentro le scarpe che oggi ho abbollato i piedi in una pozza davanti al winch del pamidrofono....ma non ho fatto una piega! giusto un'inutile scrollatina di piede tipo cane. e la carina (schiena...per gli anglofoni) del sottoscritto inizia a lacrimare.
un'ultima cosa: qui è la sagra della banana. devono averne comprato un container ad un prezzaccio. ce ne stanno sempre un mucchio nel ciotolone della frutta. solo che quando sono arrivato erano belle belle gialle gialle e magari anche un poco verdoline. ora il colore inizia a tendere al nero. e allora il cuoco se le sta inventando proprio tutte. a parte quelle ancora nel ciotolone (che tra un pò diventano un allevamento di drosofile che i laboratori di genetica si possono mettere di canto) ecco a voi: banane a fette fritte, macendonia di banane, cheesecake alla banana, crostata di banane, frittata di banane, burritos con banane, caffè alla banana, banane con banane,....
pregasi astenersi da commenti sconci sull'argomento. anche se li avete abbondantemente formulati nella vostra testa non 'e affatto necessario che li condividiate..
saluti a tutti e tenetevi pronti per nuove mistiche rivelazioni.

lunedì 30 giugno 2008

posto quando posso...

cari miei, eccomi qui a....new yok! in realtà sono in partenza. domani mattina abbandono la megastanza col megaletto che lascerà il posto alla minicabina col minigiaciglio...ma tanto io sono un minisiciliano e vabbene così.
new york, dicevamo. che dire...intanto che due giorni sono davvero pochissimi. la città non è enorme; tutti i giri me li sono fatti a piedi e, con un pò di masochistico impegno, si può fare. ma è...piena! piena di tutto. cazpita, è difficile spiegare...ok, provo a fare un pò d'ordine e ricomincio.
...
sono in mezzo al mare. ebbene si, ho perso un attimo il filo del discorso ed eccomi già a navigare tra le onde del pacifico. le altre impressioni sulla grande mela ve le racconto quando ci vedremo. intanto sono a bordo con un pò di mare alle spalle, dopo aver lasciato qualche ora fa l'amena manzanillo. molta emozione, piacere nel rivedere vecchie facce e nel conoscerne di nuove e subito i primi problemini a bordo. e che ci vogliamo fare: è sempre così. c'è sempre qualcosa che non funziona. solo che a terra dici...vabbè, ora vado a comprarmelo un hard disk nuovo. mentre qui dici....cazzo! ecco, si è criccato l'hd che sarebbe dovuto essere il contenitore di tutte le registrazioni che mi accingo a fare: e dove le faccio? vi chiederete voi. me lo sono chiesto anche io! e alla fine forse una soluzione l'ho trovata. vi saprò dire. tanto a mare è così: una cosa non funziona, non ne hai una di ricambio, e ti arrangi come puoi. ...mah!
per il resto ho trovato tutto più o meno come l'avevo lasciato. anzi, cammino per il traghetto dei pirati e mi sembra di non essere mai sceso. e invece sono sceso. e di cose ne sono successe! e adesso rieccomi qui con pensieri nuovi e vecchi, a fare il biologo marinaio.
verso un posto non meglio identificato nel bel mezzo del pacifico. andiamo a studiare una zona di vulcani sottomarini! tanto per dare qualche notiziuola tecnica, stiamo andando in una zona dove ci sono moltissime sorgenti idrotermali sottomarine, quelle dove sono stati scoperti una trentina di anni fa degli ecosistemi unici. piccola lezione di biologia: la vita ha bisogno della luce; è la luce che, utilizzata dai vegetali, innesca il miracolo della vita e sostiene gli ecosistemi che conosciamo. niente luce, niente vita. fino a quando non sono stati scoperti questi ecosistemi profondi. qui, in un mondo buio buio succede una magia: ci sono queste sorgenti profonde che emettono (oltre che tanto tanto caldo) una serie di sostanze chimiche. esistono dei batteri, da queste parti, che sono capaci, diciamo così, di fare con queste sostanze quello che le piante fanno con la luce: sono batteri chemiosintetici. e innescano loro la catena alimentare che consente lo svilupparsi della vita in questi posti speciali. e così, attorno a queste sorgenti, si trovano pesci, granchi, vermoni giganti. tutti per lo più biancastri e ciechi ( e chi se ne frega di essere colorato e di avere gli occhi se non c'è la minima ombra di luce ...ombra di luce....sugnu troppu forti!). bene. non vi annoio oltre. vi dico solo che queste cose le vedevo nei documentari qualche anno fa e mi chiedevo come sarebbe stato stare lì a guardare a cercare di capire che succede 3000 metri sotto il livello del mare... bè. ve lo racconterò strada facendo.
ultima noticina: ci sono un pò di problemi con internet. non so se avrò la fortuna di avere una postazione quasipersonale questa volta. vedremo. quindi....posto quando posso.
abbracci a voi e bentornati in mezzo al mare!
...oggi c'è stata la solita esercitazione di abbandono nave. tutti lì con i giubbottini di salvataggio e il primo ufficiale a controllare. ci sono dei cartellini vicino alle zattere di salvataggio e sui cartellini i nomi delle persone assegnate a ogni zattera. ...sorry sir...there's not my name in this liferaft. e lui...oh...i'm sorry...you'll die.
tiè!

lunedì 23 giugno 2008

bentornati


ci siamo. si riparte.
sono le sei e mezza di mattina e gironzolo per casa. mi succede prima di ogni partenza. e in testa e nel cuore, come sempre, mille pensieri e mille emozioni...ma corto maltese quando partiva a che pensava??
destinazione manzanillo, mexico! e già. si torna in sudamerica (sudamerica, sudamerica, sudamericaaa...) per acchiappare il traghetto dei pirati che per 39 giorni se ne andrà in giro per il pacifico. notizie dettagliate sulla missione nei prossimi aggiornamenti (anche perchè...in questo momento non ne ho!).
ma prima di manzanillo....ta daaa....new york! mi fado a fare un paio di giorni a new york causa documento da richiedere per continuare a fare questo lavoro. new york! e cu ci'ha statu mai!
adesso torno a gironzolare un pò e a infilare negli zaini le ultime cosette.
salve a tutti. bentornati nelle mie follie di viaggio. un abbraccio a voi dalla pace di questo posto, dalla luce di questa casa, di questa stanza.
passaporto....cellulare....soldini....zaino. e sorriso.
ci siamo
si riparte

domenica 20 aprile 2008

..."quel viaggio"


sono a casa mia. davanti a questo mare e davanti a questa luna. e adesso che mi siedo a scrivere mi accorgo che questo viaggio è ormai diventato "quel" viaggio. e allora è proprio finito.
sono arrivato in italia due giorni fa. e in sicilia ieri sera. nel mezzo una pausa pavese. e sempre mi prende un certo stupore, tra incredulità e riconoscenza, quando ho davanti agli occhi questa pavia e quello che ha portato e porta nella mia vita.
e ora sono qui, in sicilia, a casa. vivendo ancora folli ritmi sonno veglia senza la minima intenzione di forzarmi nel correggerli. metto da parte lo zaino e inizio a riprendere in mano le fila di questa parte di questa mia vita.
grazie a tutti voi che mi avete fatto compagnia in questo mese. spero che almeno un pò vi siate divertiti. spero che torniate a trovarmi. spero che qualche miglio insieme lo si faccia ancora.
e vi lascio prendendo a prestito parole.
qualche ora fa gironzolavo per acicastello con la mia birretta in mano, riprendendo possesso di luoghi e odori. sulla passeggiata, subito dopo il chioschetto, una bambina di non più di sei anni teneva per mano la sorellina. davanti al mare. e la bambina, rapita, guardando l'orizzonte:
"e pensare che là, poi, c'è ancora mare..."

mercoledì 16 aprile 2008

preparatevi a sbarcare

posto l'ultimo post da questo posto.
stiamo volando alla spregiudicata velocita' di 9 nodi verso puntarenas. tutti impacchettano tutto.
anche io. ma molto lentamente, visto che ho un po' di tempo ancora e che ci ho cominciato stanotte alle tre...
stanno per sottrarre anche il computer da cui scrivo, proprieta' privata del buon brendan che lo ha messo a disposizione della comunita'.
preparatevi a sbarcare.
ma ancora il viaggio continua.
e poi si sa...tornare a casa e' sempre un'odissea.
research vessel marcus langsth vi saluta...

martedì 15 aprile 2008

auguri


tanti tanti auguri.
da un pò lontano ma con tutto il cuore.
ti mando tanti auguri e un pensiero: questa foto.
me la tenevo in caldo per l'occasione, da qualche giorno. è una cosa speciale almeno per me. è una cosa che cercavo ormai da anni e non ero mai riuscito a trovare. e l'ho trovata qui, qualche giorno fa...a dire il vero ormai la trovo un giorno sì e uno no!
e, naturalmente, se la trovo qui è perchè sono qui. e se sono qui è anche grazie a...ecc, ecc che non mi va di ricominciare con quello che già ho scritto in occasione della mia precedente seismic cruise. solo ti dico che me lo ricordo bene bene.
dunque, vedi lì al centro dell'immagine...vedi che c'è una strisciolina verde... quello è il green flash! quando il sole tramonta, nell'istante preciso in cui scompare sotto l'orizzonte (e se le condizioni del cielo sono buone...e se ci hai un pò di culo...) ecco che spqrq questa specie di lampetto verde, a volte più forte e a volte meno.
non è proprio bello?
bene.
...magari cerco di trovare anche qualcosa di più consistente da regalarti!
già che lo sfondo è quello dei viaggi, reitero un pensiero e un invito...energico. organizzati, tu con quello scellerato dell'amico tuo (...o anche no) e parti. raccogli bene bene le energie, spara a fare in culo tutto e vai. io sto per tornare e, salvo qualche giorno qui e li, sarò in siculia almeno fino a metà giugno.
eee....ma partire è un pò morire....
michiate!

alle volte, soprattutto per noi, è l'unico modo per respirare.

un abbraccio forte e ancora

tanti tanti auguri

domenica 13 aprile 2008

un po' di riguardi


riguardo le mie letture a bordo
l'altro libro che mi ha accompagnato in queste settimane è "antologia della letteratura fantastica" di borges, ocampo e bioy casares (letto in edizioni einaudi). bello. molto. è una raccolta di racconti e brani di romanzi di vari autori, curata dai tre. letteratura fantastica nel senso più amio del termine. c'è di tutto e di tutti i periodi. per la maggior parte sono autori a cavallo dell'ottocento e del novecento, perloppù inglesi, ammaricani e sudamericani. ma ci sono anche cinesi, giapponesi, spagnoli....bellissimo davvero. si va da kafka a borges a kipling a poe.... la primissima edizione era del '40. poi la succesiva, ampliata con altri autori e impostata seguendo un semplicissimo ordine alfabetico per autore, è del '65. l'unico criterio di scelta è il giudizio dei curatori. consiglio consiglio...a tutti. purtroppo l'ho finito (come alice) e adesso mi sto leggendo "birds of prey" di wilbur smith, in lingua originale. ma mi sono già rotto le palle. c'è di buono che si parla di navi e di pirati così sto incremetando un pò il mio vocabolario marinaresco... mi sa che lo lascio qui a bordo...
a proposito...si accettano e si anelano consigli per le mie letture della prossima crociera (forse è un pò restino per parlarne...anche se... l'ho già detto??). due mesi di crociera (sto pensando di portarmi l'ulisse di joyce, così, dopo ripetuti tentavitvi portti avanti negli anni, sarò costretto a leggerlo...ma magari è una minchiata di idea). aiutatemi, sbizzarrendovi. grazie.
ci sarà un autore di cui ho scritto bene il nome? si: poe. sono sicuro.

riguardo i miei ritmi sonno veglia
sonno?? ma porca....si, ma porca puttana! ma si può avere l'insonnia pure qua?!? sto dormendo si e no cinque ore al giorno. succede per circa tre giorni e poi il quarto, non appena tocco il cuscino, svengo (ma mai per più di due ore...che sennò fa male). oggi è stato il giorno degli....scusate, ero svenuto...degli svenimenti.

riguardo i cessi
quann'arrivi ti rununu beddu bugghiolu. e poi ti arrangi. tutti hanno capito che prima di vuotarlo è fndamentale sapere da dove tira il vento.

riguardo il cibo
porcaccia miseria! non c'è più frutta e soprattutto non c'è più quel magico pane per tramezzini che ci hanno gli ammaricani. e io che mangio per il mio spuntino delle quattro del mattino?? e continuano a sfornare dal microonde i popcorn liofilizzatipressurizzati, che sono divertento-i perchè sono quelli dei film e dei cartonianimati, ma porcamiseria fanno una puzza veramente nauseabonda!
e poi vorrei tanto un caffè vero...

riguardo le ultime due righe del post "tra luna e stelle"
oggi, verso le sei e qualcosa del pomeriggio, sale sulla tower john. tramonto straordinario naturlamente: tutto arancione, blu, rosella,ecc ec. arriva lui, si guarda intorno e mi fa "ti piace? l`ho fatto io" . "ben fatto", gli dico. e poi continua, "anche questo l'ho fatto io" indicando il mare, "è stato un pò difficile...ci ho messo due giorni...per l'atlantico me ne è bastato uno". allora gli dico che certo, fare il mediterraneo sarà stata una inchiata! " un quarto d'ora, mi fa lui"...poi se la ridacchia e mi fa..."ma lo sai qul'è stata la cosa più difficile? ...decidere dove mettere la sicilia". e continua a improvvisare mentre io contiuo a ghignare..."...mmm qui vicino alla grecia...no, no....qui allàltezza di napoli..ma no. stavo quasi per buttarla via! poi, dopo un pò di birre, ero ubriaco..." e inizia a ciondolare come un ubriaco alzando la mano dove teneva la sicilia.. "splat! eccola lì la sicilia.". e giù a ridere come due imbecilli. come spesso accade.
morale della favola: per fare una cosa bella come non ce ne stanno al mondo bastano 15 minuti. per mettere nel posto migliore quello che stai maneggiando, essere ubriachi aiuta assai.
i like it.

riguardo il mio rientro
contravvenendo a quanto mi ero imposto al mio rientro dalla scorsa crociera, comunico con sincerità le date del mio previsto rientro (mi ero imposto di mentire spudoratamente e, tranne a cerchia ristrettissima, comunicare che rientravo una settimana dopo la data vera...per avere il tempo di respirare prima di essere aggredito dalla mia vita catanese...). allora, se tutto va bene la data prevista arrivo della nave (la famigerrima eta...si dice proprio così ma non c'è niente di terroristico!) è il 16 aprile ore 08.00. ci ho un fantastico bilgietto aereo san josè milano (via madrid) per il 17. previsto arrivo in italia il 18. un giorno a pavia per smollare un pò di roba, lanciare un paio di abbracci e darsi il cambio con lo scellerato futuro pam, e poi, il 19, volo per catania. vediamo se è vero.

riguardo le bestie
ci sono una marea di tartarughe da queste parti. il fenomeno si chiama l'arribada. per icultori della zuppa di tartaruga il paradiso. per i geofisici che volgiono sparare, l'inferno. perchè anche le tartarughe fanno parte delle specie da...non sparare...shut down for turtle
zummuliate di mante saltanti, pisciazzi di ogni sorta...

riguardi i miei pantaloni
houston...abbiamo un problema. ma che succede?!? sono in un momento tragico e periglioso della crociera. proprio alla fine. non so se ce la farò. scrivo queste righe rubando il tempo ai miei tentativi di arginare l'ammutinamento in corso. i miei pantaloni...i miei..dio mio, ma che succede...
ma che succede??? c'è davvero in corso un ammutinamento da parte dei bottoni dei miei pantaloni. l'altro ieri ho messo definitivamebnte nello stipetto le braghette blu chè avevano perso due bottoni...e vabbè. oggi mi sveglio, mi metto le mie belle braghette verdi e ...accidenti...sto proprio dimagrendo, guarda qua. e guardo. altri due bottoni andati. mi sa che torno in mutande.

riguardo il main lab
hey! benvenuti nel main lab. quella è la pam postazione! lì è dove sostengo di lavorare e da dove spiattello in rete le minchiate che partorisco.
te peace?

...paravanes?



lo so, lo so. a decinaia, a centinaia, migliaia e decimigliaia. a milonaia ogni giorno sbirciate sul blog per vedere se finalmente è giunto il tempo di sapere. con la speranza, sinora vana, di avere una risposta alla domanda che da giorni vi leva il sonno: che minchia sono i paravanes???
e finalmente eccomi a rispondervi.
allora, questo è un seismic vessel. il suo cuore pulsa a colpi di cannoni; ma ormai degli airgun sapete tutto. e quindi ci si trascina, a una distanza che varia tra una cinquantina e un centinaio di metri, questi affari in giro per i mari del mondo. questi affari fanno un botto ( e si...almeno in teoria, il botto è uno soltanto anche se a sparae sono in 36) che sbatte sul fondo, in parte lo attraversa e poi ci sono degli echi che tornano in superficie.
ed ecco l'altro altro elemento fondamentale per fare funzionare il giochino: gli streamer (da cui streamer deck) o array sismici. sono degli idrofoni (ad essere precisi, come in ogni array, gli idrofoni, cioè gli elementi sensibili, sono più d'uno...e sennò che si chiamano array a fare?)...facile no? in pratica sono dei tuboni costituiti da moduli lunghi 150 metri; ogni array 40 moduli...3 per 1 uguale 4....5 meno sette fa 12....si...fanno sei chilometri per array (e infatti guardare la fotina per credere: il winch piccolo, quello del pam idrofono, mi arriva più o meno al mento...considerate che sono un pò nano e valutate il tutto).
il langseth è disegnato per trainarsene dietro quattro (ma poi dipende dalle crociere e dagli scopi del piano di ricerca che si segue; durante questa crociera ce ne trasciniamo dietro solo uno). se ti trascini almeno un paio di array, anzicchè uno, succede una cosa fantastica: attraverso gli echi di ritorno riesci ad avere una rappresentazione tridimensionale della struttura della crosta terrestre...mi spiace di non avere qualche immagine da farvi vedere ma è una ficata pazzesca. questa cosa viene molto usata dalle compagnie petrolifere per trovare petrolio e gas; gli scienziati, assai più sani, riescono ad avere una visione praticamente esatta di...che so...le sacche di magma che si trovano sotto il mare vicino a zone con vulcani e le le loro deformazioni...oppure...la forma e il modo in cui una placca si infila sotto un'altra causando terremoti...e via così. tutto in tre d: so forti sti ammaricani...ma mica solo loro.
ora, gli airgun ce li trasciniamo dietro tenendoli separati tra loro grazie a un pò di cavi attaccati alla poppa (anche perchè la poppa della nave sarà larga si e no venti metri e allora come fai a trascinarti tutto senza che il tutto si ammucchi e si arravogli?). e gli array??? aaaa, finalmente! per gli array, o meglio per i due più esterni, ci sono i paravanes. concetto facile facile: altro non sono che dei...divergenti. li cali dai fianchi della nave e trascinandoli si allontanano dalla linea della tua prua per centinaia di metri; ci attacchi un array e il gioco è fatto. la cosa bella sono le dimensioni. trattasi di rettangoloni di acciaio con una base di..che so...otto metri e un'altezza di cinque. all'interno del rettangolone ci sono delle "lame" inclinate che sono poi le "ali" del rettangolone, quelle che lo spingono ea...divergere. levate un metro di qua e un di la che sono sempre un marinaiopescatore con i soliti vizi di esagerare, ed eccovi i paravanes. finalmente! sento gli applausi da qui.
immaginate un pò che casino manovrare con tutta questa roba che ti segue: virate con raggi lunghetti, impossibilità di fermarsi (che sennò sbatte tutto sul fondo...ammenocchè non ci siano più di sei chilometri e rotti di fondale), impigliamenti vari in attrezzi da pesca, ecc. e poi c'è, per gli array, l'annosissimo problema della profondità a cui lavorano, perchè per ben lavorare devono essere belli stesi con tutti gli elementi più o meno alla stessa altezza (diciamo cinque metri di profondità). realizzare queste condizioni è un pò un casino. il motivo del ritirare tutto a bordo qualche notte fa (quando il pam idrofono si era arravolgiato sugli airguns) è stato un eccessivo affondamento della testa dell'array. e allora per fare i modo che tutto funzioni che se fa? prima cosa, si applicano dei pesi al tubone (quant'è bella la semplicità); seconda cosa si regola la velocità della nave; e poi, magia magia, si usano i birds: questi uccellini, i cosi rossi nella foto, ci hanno due alucce a testa che possono essere comandate per cercare di trovare l'assetto migliore. e se non basta? e se non basta sono affari tuoi e devi ritirare il tutto e ricominciare daccapo. fa molto passatempo cinese.
ecco il nocciolo delle strumentazioni che stanno su questa nave. poi ci possiamo aggiungere un fantastico multibeam sonar che mappa allegramente il fondo (ma lui solo la superficie...del fondo) del mare...che anche questo da vedere è bellino assai.
e poi, ma giusto perchè siete voi, ci sbatto in mezzo pure un centinaio di xbt (che non mancano mai su un research vessel!): expandable bathythermograph...delle specie di silurotti lunghi una trentina di centimetri, che vengono sparati in mare durante la navigazione e che restituiscono (attraverso dei fili di rame che ci stanno dentro e che si srotolano mentre affondano...) il profilo della temperatura della colonna d'acqua. tutta roba a perdere. carini vero? ce la farò prima o poi a fregarmene uno...
e questo è quanto. paghi finalmente? spero no troppo annoiati.
ma sennò quando poi entrate nel main lab non lo capite bene che si fa li dentro...

sabato 12 aprile 2008

estratto da post prossimo venturo

...
riguardo le ultime due righe del mio post precedente

oggi, verso le sei e qualcosa del pomeriggio, sale sulla tower john, col quale la liscia regna ormai sovrana. tramonto straordinario naturlamente: tutto arancione, blu, rosella, ecc ecc. arriva lui, si guarda intorno e mi fa "ti piace? l`ho fatto io" . "ben fatto", gli dico. e poi continua, "anche questo l'ho fatto io" indicando il mare, "è stato un pò difficile...ci ho messo due giorni...per l'atlantico me ne è bastato uno". allora gli dico che, certo, fare il mediterraneo sarà stata una minchiata! "...mmmf, un quarto d'ora!" mi fa lui...poi se la ridacchia e..."ma lo sai qual'è stata la cosa più difficile? ...decidere dove mettere la sicilia"...

mercoledì 9 aprile 2008

tra luna e stelle


la luna inizia a crescere.
in questi giorni, al tramonto, c'è l'orizzonte rosso, con il sole che a poco poco sparisce lì dietro. e a mano a mano che si sale con lo sguardo si passa, attraverso tutte le sfumature che si possono immaginare, a quel blu intenso che è il cielo un pò prima di diventare notte. e in mezzo a questo blu, la falcetta della luna che ti dice che in questo mondo perso c'è ancora sogno e magia.
e tutti (o quasi) qui a guardarla. perchè puoi essere pirata, scienziato, o ingegnere quanto vuoi, ma se hai deciso di stare a bordo di una nave è perchè in fondo credi che nella tua vita queste cose siano importanti. almeno un pò.

vi avevo fatto una promessa riguardo gli spazi in cui mi muovo. ed eccomi qua. cominciamo...
questo affare che naviga allegramente per le acque del pacifico tropicale è lungo una settantina di metri. e allora immaginatevela ormeggiata al porto, col fianco destro alla banchina (e quindi la prua è alla vostra destra e la poppa alla sinistra...no?). immaginate che il ponte su cui salirete, attraversando la passerella, sia alla stessa altezza del molo. bene. siete ancora sul molo, davanti la paserella. di fronte a voi c'è un ponte scoperto, il main deck e si vedono appese le linee degli airguns, che vanno verso poppa. la loro fine non la potete vedere perchè c'è una struttura bella alta che pare una cascia abbiata lì e che occupa tutta la zona di poppa. sulla destra c'è un'altra struttura, un'altra cascia. aprite la porta ed entrate (siete saliti a bordo!!). siete nel ponte...bò... qui ci sono un pò di alloggi essenzialmente per l'equipaggio e un paio di stanzoni che servono da laboratori, ma è una zona davvero poco frequentata, almeno da me. salite subito le scale e arrivate al ponte superiore: a deck. qui c'è parecchia vita! la mensa, la cucina, la maggior parte delle cabine degli scienziati, sala lettura e sala tv. il campo da tennis ce lo hanno levato giusto un mese fa. qui abita anche la ormai domata lavatrice. qui abito io. salite ancora: b deck. per lo più alloggi ufficiali e un paio di ufficietti. e porta di accesso al bridge. il bridge è quello che in italia si chiama plancia. da dove si porta la nave va. dove una volta c'era quella cosa a forma di ruota che si chiama timone e che adesso è stato sostituito da ignobili cloche (no so manco come si scrive e chi se ne frega) che sembra che ci devi infilare la monetina e vai con un'altra partita. dietro la porta di accesso (assolutamente interdetta ai non autorizzati!) c'è una scala. perché il bride sta un "piano" più su. entrate (vi autorizzo io) salite la scala, ed eccovi in plancia, stanzona enorme con tutto quello che ci deve stare (a parte la ruota del timone). davanti a voi la prua. dietro di voi il resto della nave. non paghi dell'esplorazione, volgete le spalle alla prua e vi avviate verso una delle due porte che danno all'esterno. eccovi fuori su un ponte scoperto: siamo sul bridge deck. è uno spazio non molto grande dove a destra e sinistra ci sono dei cassoni con dentro life jacket e survival suite. qui ci si deve riunire in caso di disastro imminente. ma...quella scala?? (state sempre guardando verso poppa...avete il bridge alle spalle). il vostro sguardo segue l'improbabile rampa metallica e raggiunge....la fantastica tower, regno dei mmos (marine mammals observers)! pensate che ci debba essere una gran vista da lassù. e infatti c'è. poi avete un attimo di smarrimento perchè, da persone aduse a guardar navi, date un'occhiata alla tower...date un'occhiata a quello che ci sta a prua più o meno alla stessa altezza. ancora un paio di avanti e indietro....ma quelli sono i comignoli dello scarico! e sicuramente vi direte che figurati se no ci hanno pensato che tutto il fumo arriva sulla tower...ci sarà sicuramente un sistema ammaricano mutuato dalla nasa per evitarlo. non ci hanno pensato. e infatti questo è motivo di grandi incazzature e vari report. immagino che qualcosa si farà a breve. vedremo. fate qualche passetto indietro e vi trovate con le spalle ad una delle due porte che danno sul bridge. davanti a voi una scaletta che scende. e scendete. siete di nuovo al livello del b deck. andate verso poppa e dopo qualche metro...oibò due rampette di scale davanti a voi, una che scende e una che sale. non sapete cosa fare. alla fine decidete di salire. siete sulla cascia di poppa (la struttura che nascondeva gli airguns) e vi trovate su un nuovo ponte la cui prima parte è del tutto scoperta. questo è il paravanes deck (in un altro post qualche info in più su attrezzature e ammennicoli vari...tra cui i paravanes). fate qualche passo con il cielo sulla testa e vi ritrovate daccapo davanti ad una scala che porta ad un ponte ancora più alto. guardate la scala e poi quello che resta a poppa: c'è ancora un pezzo di questo ponte. non è chiuso ma non è aperto....cioè...non avete il cielo sulla testa perchè sopra c'è l'altro ponte ma siete sempre all'esterno. in questo resto di paravanes deck ci sono winch su winch e una casetta sulla vostra destra (che è la sinistra della nave...state sempre andando da prua verso poppa) che è la palestra: questo ignoto luogo.... su per la scala! ed eccoci in cima al cascione di poppa: benvenuti sull'hely deck (uno dei miei posti preferiti...la foto è stata scattata da lì). si chiama così perchè prima ci atterrava l'elicottero (ma siamo sicuri??). adesso invece è essenzialmente dedicato allo stoccaggio di ....spare stuff, roba di riserva (o di rispetto, come sarebbe più giusto dire su una nave). bello vero? ma ancora non è finita. dove finiranno quelle linee di airguns?? giù per la scala. siete di nuovo sul paravanes deck. vi inoltrate verso poppa. arrivate alla fine della nave. ecco a sinistra una scaletta che scende al ponte inferiore (ve lo sentivate che ci doveva essere una scaletta). ed eccoci al ponte inferiore! questo è lo streamer deck. anche questo è aperto ma chiuso. ma siete ancora un ponte più in alto degli airguns, che però finalmente intravedete sotto i vostri piedi, perchè il pavimento è fatto da griglie di metallo. vi avviate verso prua e prendete la scala che vi trovate a sinistra. eccovi di nuovo all'altezza della banchina, all'altezza del main deck che qui si può pure chiamare gun deck. davanti a voi il culo delle linee degli airguns. a destra lo scivolo di poppa da dove si calano i cannoncini. siete attorniati da winch alti metri con avvoltolati dei tuboni gialli. ma liggiù scorgete un piccolo winchino. con un tubicino blu avvoltolato. è proprio lui. è il pam idrofono. soddisfatti vi buttate alla vostra sinistra e, scansando la selva di tubi vari, cime e guns, vi ritrovate di nuovo sul main deck. e guardate la passerella. chiedendovi se vi va di scendere no.
...e il main lab??? dove è finito? il main lab sta un "piano" sotto i vostri piedi, ma un pò più verso poppa. scusate se non vengo su a salutare, ma, sapete com'è, sto lavorando...
spero che il giro non vi abbia confuso troppo. io ci sono stato circa due settimane per capire bene come muovermi; ma la prima volta che sali su una nave è sempre così (per maggiori e migliori dettagli clicca qui). forse sono un pò in ritardo nel raccontarvi questo, visto che tra meno di una settimana questa crociera sarà finita. ma meglio tardi che mai! e poi torna utile per la prossima. magari è un pò prestino per pensare già alla prossima. anche se...

oggi, verso le undici di sera, ero sull'hely deck a bermi il mio caffè e fumarmi le mie sigarette, prima di andare a mandare a letto brendan e mettermi ai computer per il mio turno di notte. di solito da lì, dall'hely deck, si vedono bene le stelle. ho visto una stella cadente. ed è successa una cosa. ho espresso due desideri insieme, o meglio, non so. perchè ho pensato a una cosa e all'altra insieme. un desiderio era per me, personalissimo diciamo. e l'altro è venuto fuori così. è stata un'esplosione.

un desiderio per la sicilia.
questa mia sicilia. mia terra. mia carne.
offesa, vilipesa. stuprata, ma mai fino alla morte per poterla stuprare ancora.
questa mia sicilia offesa, vilipesa e stuprata da uomini senza onore e dignità.
dignità. onore.
un desiderio perchè questa mia sicilia possa godere ancora di uomini che sanno cosa siano.
un desiderio perchè l'amore per questa terra non debba più essere schiacciato dall'esigenza di abbandono. perchè l'amore per questa terra non debba essere annegato dalle gocce di lacrime e sangue che la bagnano.
un desiderio perchè questa mia sicilia, mia terra, mia carne, possa essere davvero l'isola dove le stelle, lasciando il cielo, decidono di fermarsi.
perchè in questa mia sicilia possa davvero essere tutto sogno e magia.
come è stato deciso da chi l'ha sbattuta lì, in mezzo al mare più bello del mondo.

domenica 6 aprile 2008

nuovi eroi


calano le tenebre su emmell city. l'oscurità, appiccicosa e umida, avvolge tutto, spalancando una porta. quali pericoli si nascondono oltre questa soglia?
le strutture di metallo cigolano in un lamento che riempie l'aria di cupi presagi. ignobili creature muovono i loro primi passi in questa notte. e ad ogni passo cresce la loro sicurezza, protetti da ciò che l'occhio non può penetrare.
ah ah ah! risuona la loro beffarda risata innanzi a un mare che pensano ormai di possedere.
è buio. è notte. non c'è puro di cuore che osi attraversare la nube di nulla che si spande sempre più fitta.
ma ecco che nell'ombra si scorge una presenza. non è certo un dei perfidi gunners, mercenari assoldati dalla gilda dei geofisics che da anni tentano la conquista di ogni profondità. il piano dei geofisics è tanto lucido quanto terribile. la conquista attraverso l'annientamento totale.
ma...quella presenza...chi è? sarà forse superman? sarà spiderman? ratman? no. no...
ma possono dunque i nostri cuori sospirare di speranza?
ebbene si. egli è li. lesto e vigile come una zazzamita in una notte d'estate.
egli indossa la sua inconfondibile tutina.
egli ha con se i suoi misteriosi strumenti.
egli sa. egli da. egli fa. egli tra. egli ma.
...egli zumpapperozumpappà.
non temete abitanti di questi luoghi. ovunque ci sarà bisogno, ovunque l'acustico oppressore allungherà i suoi artigli per ghermirvi, ovunque la sua marmaglia tenterà di rubarvi il sonno...
egli veglierà.
egli c'è.
egli è...

PAM MAN

pesce d'aprile



amiche elettrici, amici elettori....
scherzavo! e poi lo so. è maleducazione parlare di politica e religione seduti a tavola. io sono seduto a un tavolo, voi immagino lo siate pure. e poi parlare adesso di questi due argomenti, in italia sopratutto, è fortissimamaleducazione! ...continuo a leggere i giornali online e non faccio altro che scuotere la testa...
ma veniamo alle avventure del pellegrino.
qualche giorno...oops...qualche notte fa...ad essere precisi tra il 31 e il primo di aprile...
ero qui seduto nel main lab (prometto...prometto solennemente un post dedicato alla descrizione più o meno minuziosa degli spazi in cui mi muovo) con le cuffie in testa a minchieggiare. ore tre di notte. erano ormai un paio di giorni che si parlava di recuperare le quattro linee di airguns per fare un pò di manutenzione. cosa che mi aveva messo in allarme (anche se da un lato era proprio quello che volevo) perchè ero convinto che il cavo dell'idrofono (vi ricordate di quanta roba ci trasciniamo dietro?) si era incastrato da qualche parte sulla linea di airgun più vicina. ma si era deciso di non farne nulla.
dicevamo...ore tre...io papero papero sulla fantastica poltroncina (qui ci sono le poltroncine più personalizzabili che abbia mai visto: altezza della seduta, inclinazione dello schienale, altezza dei braccioli, angolazione dei braccioli...datemi un pò di tempo e trovo pure che c'è un sistema per tirare lo sciacquone....so forti 'sti ammericani). a un certo punto accanto a me succede qualcosa. movimento e agitazione più qualche imprecazione. e tutti a guardare il monitor dell'idrofonone sismico. io naturalmente non ci capisco una cippa, anche perchè non mi pare che ci siano stati grandi cambiamenti... ma invece è crisi. l'idrofonone viaggia troppo in profondità. bisogna ritirarlo. e per farlo bisogna prima ritirare tutta la robaccia che ci rasciniamo. eccola lì, penso io. ci siamo. e si comincia. frenetica attività dei gunners che cominciano: dentro la srting 4. là. dentro la string 3. là. ...io nel frattempo sul ponte più in alto a fumarmi sigarette e pensare a dove si può essere incastrato il cavo e a come risolvere la questione. e a pregare che mi sbagliavo. dentro la string 2. là. eccoci. dentro la strin... ecco. lo sapevo. iniziano a tirarla dentro e, guarda guarda, il cavo dell'idrofono viene insieme a lei...mierd. i gunners se ne accorgono. eccoci tutti nel lab a cercare di capire che minchia si può fare. passa il tempo. sono più o meno le quattro del mattino. justine e bern se la discutono su come fare. arriva anche...come cazpita si chiama non me lo ricordo mai! lo scozzese. che non è male davvero, anche se a prima vista no ti dà proprio l'impressione del compagnone...insomma arriva lui e tra una gita sul ponte e una nel lab avanza la proposta che mi sembra la migliore, forse l'unica. ritiriamo pianino pianino gli airgun e quando sono sotto la poppa vediamo che si può fare. ok. cominciamo. e pianino e pianino, compaiono 'sti cazzo di cannoncini sotto la poppa. e con loro il cavo dell'idrofono. che è successo quindi? è successo che durante una virata il cavo ha attraversato la linea e quando siamo tornati ad andare dritti è rimasto impigliato nelle catene che sorreggono i...cannoncini a metà della linea. e ora?? e io sempre li...a cercare soluzioni ...soprattutto per stressare il meno possibile l'attrezzatura. piccola parentesi. se si sfranga il cavo dell'idrofono sono ...cazzi da cacare (perdonate il tecnicismo ma è proprio così); innanzitutto non si spara finchè non c'è un idrofono in acqua. quindi bisogna recuperare quello sfasciato. possibilmente tirarlo via dal winch e sostituirlo con quello di riserva. ...perchè ce ne sta uno di riserva???? ci sta ci sta. e allora la mia ultima gita a pavia all'insegna di cosa è stata!? ma meglio se non succede; l'idrofono di riserva è tre ponti più su, avvoltolato splendidamente in un rocchettone di legno; quindi tirarlo via dal rocchettone, portarlo giù, possibilmente avvoltolarlo nel winch riconnettere tutto, farsi il segno della croce, danza propiziatoria, 100 flessioni, due scudisciate e vedere se tutto va: ore di lavoro. anni di vita.
eravamo a poppa a pensare soluzioni... intanto bern e gunners lavorano di buona lena: si muovono come chi sa quello che fa. allenta un pò il cavo dell'idrofono, tira un pò dentro gli airgun. allenta e tira, allenta e tira. mezza linea è sul ponte; o meglio sulla scivola che c'è alla fine della poppa e che serve per mettere a mare e recuperare il tutto. posto davvero brutto per lavorarci perchè rischi di cascare in acqua con una certa facilità (ci lavorano solo i gunners lì, sempre con la lifeline..la cordella di sicurezza). il cavo dell'idrofono è schiacciato sotto cannoni e galleggiante, paurosamente torto su una catena. in tutto questo io sono solo spettatore; non riesco nemmeno a fumarmi una sigaretta. e c'è questo nuovo gunner (parla solo spagnolo...e io che mi facevo problemi per il mio inglese) che zompa qui e li. justine è con lui. loro sanno. e come dei chirurghi usano le loro conoscenze amministrando sapientemente gli strumenti di cui dispongono per questi delicati interventi. questi gli strumenti di altissima precisione: un piccolo winch che serve per tirare su quello che bisogna tirare su (ogni cosetta su quel ponte pesa decine e decine di chili) compreso il cavo dell'idrofono (che naturalmente è in trazione perchè dietro la parte incastrata ci sono ancora un centinaio di metri di roba che ci continuiamo a trainare); un piede di porco; pedate e pedate che manco a un cagnaccio rabbioso che cerca di azzannarti la gamba. aiuto. l'agonia dura fino alle sei e mezza del mattino. a quell'ora il cavo è libero. io nel frattempo ho scollegato tutto. non so se funziona ancora. ma bisogna ritirare anche il pamidrofono: l'emergenza era per l'idrofonone sismico...ricordate? e ritiriamo. io e bern. tutto sommato questa è andata liscia. e alla fine dell'idrofono, la sorpresa, che in realtà sorpresa non è. eccola lì nella foto, accanto al winch con il pam idrofono. saranno almeno 100 metri di long line...di conzo và... e manco un pesce. nell'altra foto la leadership della squadra di salvataggio...che sarà bern e chi lo scozzese??
adesso l'idrofono è tornato in acqua e tutto è tornato a marciare come al solito.
giornata di oggi da delirio per il numero di tartarughe che abbiamo incontrato. e squali. e mante. e delfini. e pesci spada. e marlin. ....delirio davvero. oggi ho visto quello che uno in italia vede in dieci anni e si può pure arrizzettare.

ultima nota introspettiva su questo folle mondo che sono le navi.
è incredibile. è incredibile come si passi da uno stato d'animo all'altro. con una velocità impressionante. ma fin qui quasi nulla di nuovo, soprattutto per me che, col carattere de merd che mi ritrovo, dire che sono lunatico è essere gentili. è impressionante e bellissimo come questi stati d'animo, questi pensieri, non lascino quella scia bavosa che di solito lasciano nella vita a terra. almeno a me. non è che ti dimentichi il motivo per cui mezz'ora prima eri incazzato o felice. e non dimentichi neanche quella sensazione, quello che hai provato. semplicemente è passato. e ora c'è del nuovo.
sarà l'acqua che passa sotto la chiglia e che tutto lava. non so. ma è bello

abbracci e pensieri a voi lettori, commentatori, parassiti informatici (parassitate...parassitate...mi piace questa cosa...e poi è aggratis per tutti!), detrattori, ecc ecc...di questo piccolo spazio.

venerdì 4 aprile 2008

la prova


sapevo che prima o poi sarebbe successo. lo sapevo. e il pensiero mi aveva sempre ossessionato. anche se ero riuscito a tenerlo a bada.
erano anni. sin dalla prima volta che ho messo piede su una nave da ricerca. per tutto questo tempo ero riuscito ad evitare, facendo salti mortali, adottando le più svariate strategie, di confrontarmici. ma questa volta no. non c'è stato proprio verso.
e sia, mi sono detto qualche giorno fa. si, perchè già da qualche giorno mi ero reso conto che avrei dovuto.
e allora andavo lì e davo un'occhiata. e tutto sembrava così tranquillo. così facile. un altro giorno. un'altra occhiata. anche se nel frattempo tutto me stesso continuava a cercare soluzioni che mi consentissero di evitare. ma non ce n'erano. bastava che mi guardassi bene per capirlo.
oggi la decisione. ed è venuta così, di botto. non me ne sono neanche reso conto. ho cominciato a fare. ecco tutto. ho cominciato a fare tutto quello che dovevo fare prima del vero confronto. in fondo è solo una macchina, mi continuavo a ripetere. uno strumento come un altro. e perdippiù utilizzato da centinaia di persone. non più di cinque minuti per preparare il tutto. avrei sperato di più? ma tanto ormai cosa importava... meglio affrontare subito la cosa.
ok. sono li davanti. e quest'occhio mi fissa. questa bocca che devo spalancare io mi aspetta. e metterci le mani dentro. ho scelto un momento in cui non c'è nessuno intorno a me. per poter lavorare tranquillo. tranquillo!
ok. la prima parte è fatta. avvio tutto e tutto sembra andare per il meglio. resto li a guardare per n paio di minuti ma tutto gira come mi dovrebbe. come ho visto altre decine di volte, durante le mie furtive ispezioni, cominciate già la scorsa crociera. vado via. tornerò dopo a verificare che non sia successo qualche disastro. spero che tutto vada liscio.
dopo qualche ora sono di nuovo lì. ore in cui sembra che il pensiero no occupi la mia mente, ma eccomi di nuovo lì, dicevo, come trascinato da un sottile filo che mai si è spezzato. sembrava facile. è stato facile. ma è solo il primo passo. il più semplice. non molto diverso da gesti che tutto sommato mi hanno accompagnato nella mia vita. la vera prova è adesso. l'ignoto. il mai tentato prima. neanche qualcosa di simile.
adotto la procedura. qualcosa di buono c'è in questa attitudine tutta americana si scrivere e protocollare tutto. un altro occhio. un'altra bocca. più grande e minacciosa questa volta. tanto grande che quasi ci entro fino alle spalle per lavorarci bene. chiudo tutto. e tutto parte. più che prima non ce la faccio a stare lì a guardare. devo andare via. non resisto. tornerò, anche se in un angolo el mio cuore non vorrei. ma devo. per me.
ma questa volta non ce la faccio ad aspettare più di quanto dovrei. entro nell'antro. tutto tace. mi guardo intorno. tutto tranquillo. sono solo. meno male: ho scelto bene i tempi. aspetto ancora quaclhe istate prima di posare gli occhi lì. lo faccio.
è andata. ce l'ho fatta. è stato un massacro psicologico. uno stillicidio durato ore. anni.
ma ce l'ho fatta.
ho di nuovo magliette e mutande pulite.
la lavatrice ha funzionato. l'asciugatrice non è esplosa.
un'altra prova è stata superata. una nuova fantastica esperienza da raccontare ai miei nipoti.

...certo...in effetti...è tutto un pò bluette...

martedì 1 aprile 2008

salutamu


tranquilli, ca 'sta vota non vi ni cuntu minchiati di cunigghi e arruzzuliamenti 'nta quacchi puttusu.
vi cuntu na para di cosi ca mi capitanu 'nta 'sti iorna.
tantu p'accuminciari, na para di notti fa 'ntisi u primu friscuni di deffinu (iettunu certi friscuni 'sti deffini ca mancu vu putiti immagginari!). minchia, mancu ci crireva! e cchi era cuntentu! mi vineva troppu assai di ridiri. ma siccome che ammeri mia c'eranu 'na zummuliata di cristiani tutti seri seri ca taliavanu i televisori d'i compiuti, m'appa ffari seriu seriu macari iu, ca s'annunca ci accucchiava 'na parti di cretinu di chiddi forti.
appoi...mi pari aieri...di chi stava taliannu u mari supra a turri di unni si...

...carusi...mentri ca scriveva s'avvicinanu 'na para di mmericani; unu era chiddu cchiu mportanti ca cc'è cca...u scienziatu capu, e l'autru era u cumpari sò, chiddu ca ci avi a vuci di fimmina, e m'addumannanu su si puteva sentiri 'na cosa ca s'a 'ntisu na para di voti 'nti sti iorni. e iu...talia cca...senti dda...i minchiati ca ci potti cuntari! ma accussi seriu ca mi pari ca ci crirenu troppu assai e si ni ienu cuntentuni sparti arringraziannu...

cchi stava dicennu... a si...supra a turri di unni si virunu i deffini e....minchiuni! autru che deffini! vitti na balena! ma di chiddi ca cantanu! e chi era bedda...niura niura, ccu sta carina e sta cura ca si muveva lenta lenta! e chi era granni! appoi ccu sti binoculuni ca ci su cca ti pari ca ci poi mentiri na manu d'incoddu! carusi...cu l'ava viduta mai na balena di chissi. su ci pensu ma pozzu figurari comu su l'avissi ora sutta l'occhi. mi pari come a prima vota ca visti u capidogghiu, ca macari ppi chistu aiu arringraziari a me cumpari claudio, ca era ccu iddu ddu iornu. 'sti cosi a mia mi si stampanu 'nto ciriveddu...

ma chi mali nuttati ca mi passai...intantu pessi 'nsaccu di tempu ppi abbissarimi tutti i cosi ca vaiu scrivennu (picchì su mi scrivu i cosi e dopu 'na simana nun ci capisci nuddu nenti, unu chi minchia si scrivi a ffari?). appoi l'autra notti era cca, assittatu beddu beddu ca mi stava liggennu u me libbru, e attacco a sentiri deffini. vabbè. e cchiù deffini. e cchiù deffini ancora. e di chi eranu tutti arreri, m'attruvai ca sinteva deffini a tutti i banni. sautai 'nta l'aria! e ora cchi fazzu! e ci spiu a 'n' amicu me ca c'era cca. e iddu m'addumanna c'ama ffari. e cchi ni sacciu iu c'ama ffari. chi fa stutamu 'sti bummi ca sparamu, fa iddu. 'mbare non tu sacciu diri, fosse si, ci fazzu iu. no! dici n'autru. aspetta. e 'nto frattempu deffini e friscuni e friscuni e deffini. e bummi ca pareva a festa di sant'aita (sant'aituzza bedda...menu male ca ci si tu). s'appa arrisbigghiari macari u tipu ca cumanna i "sbirri dei deffini" (iu e nautri quattru carusi) ppi capiri cchi s'ava ffari. com'è comu non è, appoi s'abbissanu tutti cosi (e ora sapemu tutti c'amaffari su avissi a capitari 'n'autra vota 'na cosa di chisti). intanto a mia mi vinni a lucciola. appoi pi fari chiddu tranquillu m'appa stari assittatu n'autra orata e invece mi vuleva fumari comu minimu 'na para di sigaretti ca mi vineva vogghia di scippare u tavulu ccu tutti i compiuti e abbiaricciddi d'incoddu a quacchirunu.
...anu vogghia a scirviri tutti 'sti leggi tutti 'sti reguli 'sti mericani: su ti capita chistu fai chistu su ti capita st'autra cosa fai chidd'autru...ma quannu si 'nto menzu do mari e c'hai a cchi fari cu 'sti animali, ci su voti ca u sai cchi ci po fari cu tutta sta carta scritta?
ma comunque....
v' abbannunai...mi ni tornu a taliari i me televisori e abbisari i minchiati ca scrissi.
vi vogghiu a tutti cc'a saluti.
vostru cumpari giuvanni
d'o resecc vesse maccus langse, columbia iunivessiti
...new yok

lunedì 31 marzo 2008

ruzzolando ruzzolando


inizio a scribacchiare questo post subito dopo la mia doccetta, la mia sostina in mensa a parlottare (stasera niente dolcetto che quel che c'era faceva un pò cagher...s'è fransè) e la mia siigarettina. in questo momento sono davanti la mia cabina dove c'è una piccola scrivania e poi una specie di mini salottino su cui si affacciano altre due cabine. sul divano del salottino c'è un pirata che se la ride guardando un film sul pc (devo dire che 'sti pirati sono davvero personcine gentili...più o meno tutti). e io qui a scrivere con la mia musichetta nelle orecchie. non so perchè ma nitin sawhney funziona sempre molto bene quando sono a bordo; e dire cha a terra lo ascolto davvero pochino...mah
notti lunghe le ultime!
intanto vi annuncio che...non mi sono ancora abituato ai ritmi strani. ma mi sono abituato a non essere abituato...e quindi va tutto bene. c'e`di divertente che non so quando comincia e finisce una giornata. cioè...comincia alla mezzanotte, quando bello fresco monto per il mio turno di notte? comincia alle 7 di mattina, quando me ne vado a dormire? e la verità è che forse non ha davvero importanza. il tempo scorre, si fa quello che si deve fare e tutto succede seguendo il ritmo ondulante di una nave in mezzo al mare. dormirò 6 o 7 ore al giorno...ma va bene, nonstante io storicamente abbia sempre necessitato di almeno otto ore! sono sicuro che non appena rientrerò ritornerò a necessitare (ma che ci mettono la coccoina nel caffe sti mericani??). e adesso me ne vado un pò a dormire...del resto sono quasi le otto di sera... è divertente...mi dicono buona notte tre volte al giorno!
ma prima una piccola parentesi a proposito delle mie letture a bordo. leggete alice nel paese delle meraviglie. perchè è una fantstica follia (non leggete le note biografiche che sennò scoprite che lewis carroll era un mezzo prete che ci piaceva fare le foto alle bambine nude e questo potrebbe levare un pò di poesia...cazz...ve l'ho detto io...e vabbè).

...l'unicorno vede alice in mezzo agli altri e scoprendo da martio che è una bambina....

"...- ho sempre pensato che fossero mostri favolosi! - disse l'unicorno. - è viva?
- sa parlare, - disse martio solennemente.
l'unicorno guardò alice come in sogno e disse: -parla, bambina.
alice non potè fare a meno di increspare le labbra in un sorriso nel rispondergli: ma lo sa che anche io ho sempre pensato che gli unicorni fossero mostri favolosi? mai visto uno vivo prima d'ora!
- bè, ora che ci siamo visti l'un l'altro, - disse l'unicorno, - se tu crederai a me, io crederò a te. siamo d'accordo?

essere al mondo significa stringere patti con l'unicorno."

la prima parte è tratta da "al di là dello specchio", l'ultima frase dalla prefazione di stefano bartezzaghi (edizione einaudi).
mi è scesa una lacrima.
e ora, dopo essere ruzzolato giù per la tana del bianconiglio, ho capito che non c'è pillola blu o pillola rossa. tutti i tempi sono lo stesso tempo. tutti i luoghi sono lo stesso luogo. spero di avere sempre gli occhi, la vogia e il coraggio di vedere correre un coniglio con un orologio. e di seguirlo.
è tardi è tardi.
buonanotte

giovedì 27 marzo 2008

pecche' gli amaricani...?

pecchè gli amaricani sono tutti grandi e grossi e non esiste uno che abbia meno di 43 di piede?
pecchè gli amaricani hanno bicchieri e tazze che vanno dal litro in su?
pecchè gli amaricani quando ti incontrano non ti dicono semplicemente ciao ma usano sempre una di quelle loro formulette che è una domanda e mentre tu cerchi di capire che minchia ti hanno detto per poi provare a rispondergli se ne sono gia`andati?
pecchè gli amaricani ci hanno carne buona buona?
pecchè gli amaricani devono avere sul tavolo da pranzo 12 o 13 tipi di salsine diverse che ci serve un altro tavolo per mangiare?
pecchè gli amaricani non riescono a ingoiare una cosa che abbia il suo proprio sapore ma tutto deve essere al sapore di qualcos'altro?
pecchè gli amaricani ci hanno bisogno sempre della macchina del ghiaccio che se ti pesti un dito nella porta è comodissima ma tutto sto ghiaccio sennò a che ti serve?
pecche`gli amaricani sono tutti dei bambinoni che ridono e ridono ma ogni tanto li vedi che si prendono così sul serio ma così sul serio che da ridere ti viene a te?
pecche`gli amaricani ci hanno i professori delle universita`che si vestono con i jeans bucati e le magliette sporche che se li vedi così in italia per la strada gli allunghi 1 euro e sei contento di avere fatto del bene e poi ci hanno il premio nobel?
pecchè gli amaricani ci hanno solo calzini bianchi e corti?
pecchè gli amaricani per vivere hanno bisogno di assumere quantità industrilai di vitamine e integratori che quando partono serve una borsa solo per quello?
pecchè gli amaricani possono andare in giro che fetono più del banco della tunnina ma il sorriso cazzo deve essere sempre smagliante e giù di filo interdentale, gommine varie e colluttorio?
pecchè gli amaricani ci hanno un foglio da prendere in visione e da firmare per tutto...che so.. quanti rotoli di carta igienica pensa di usare in una settimana...due?...mmm...sei sicuro?....firma lì.
pecchè gli amaricani devono vivere con l'aria condizionata a palla che i pinguini si devono mettere la sciarpa e i guanti ma nella mia cabina si accupa di caldo? (...mi sa che questa è sfiga mia...mi sa).
pecche gli amaricani se non usano un acronimo per più di due ore ci vengono le bolle, l'asma e la congiuntivite?

...continua

...curiosi ritmi



certo ancora non è che mi sia del tutto abituato ai nuovi ritmi...
ecco di seguito gli orari che scandiscono la mia giornata...la pam-giornata:
24.00-06.00 turno di ascolto nel lab (e già la dice lunghetta che comincio dalla mezzanotte)
07.15-08.15 colazione
11.15-12.15 pranzo
12.00-13.00 altro turno di ascolto
15.00-16.00 altro turno di ascolto
16.00-18.30 turno di avvistamento...tò...il cielo...il sole..
17.00-18.00 cena
ecco.
scendo un pochino nel dettaglio. il fantastico turno di notte è quello a cui si deve la maggior parte di tutto quello che state leggendo. in realtà di solito lo comincio una mezz'ora prima, così brendan se ne va a letto più presto e più contento (a breve la presentazione delle personacce che fanno parte del team che salva i delfini e le balene dai perfidi geologi sparatori). caffè, felpina (che a stare fermi sei ore con le bocche dell'aria condizionata ntella faccia poi un pò ci hai frescolino), cuffie in testa e...libri (mi compiaccio con me stesso per i libri che ho portato...poi vi dico)...disegnini...post per il blog...ordine sul computer...internet...e sforzi di fantasia... ammetto un paio di soste durante la nottata per pipì, sigarette e spuntino delle 4 che ci sta che ci sta. ogni tanto gita sul ponte, al winch, per vedere che sta succedendo accanto all'idrofono, dove adesso giace cassa gialla con dentro il cuore pulsante del sistema. e si ha fatta mattina. arriva nick a sostituirmi con la sua tazza professional e una ciotola di qualche cosa da mangiare. ciao, ciao, addivettiti e buonanotte.a questo punto non mi faccio mancare un bicchierozzo di caffè e una sigarettina sull'hely deck (...ho detto che poi vi spiego meglio...o non l'ho detto??...poi vi spiego meglio come è fatta questa nave) che mi mette in pace col mondo: alba, aria fresca, occhiata all'idrofono che ci trasciniamo e che in questi giorni mi sta dando qualche pensiero. via a dormire. e la colazione? la colazione?!? quella non è una colazione...è una cosa mostruosa che io alle sei e mezza del mattino ci posso solo lasciare le penne! e poi in realtà dovrei aspettare le 7 quando c'è una fantastica cuccetta che mi aspetta. ooooo...eccoci qui. mi cambio, mi arrampico sul lettuccio che sta al secondo piano, chiudo le tendine che sono la magia delle cuccette e sono papero papero come il conte dracula nella sua bara; magari due paginette due di "alice nel paese delle meraviglie" e poi si ronfa. piccolo inconveniente. sulle navi si lavora sempre, come vi dicevo qualche tempo fa. sulle navi quasi tutto è di metallo. e quando li vuoi fare i lavori che fanno bordello (colpi di flex, fresature varie, ecc...)? che è, li vuoi fare di notte che tutti i cristiani normali stanno dormendo??? nooooo. li cominci a fare verso le 8 e mezza. che io sono entrato nel meglio del sonno...ho cominciato i miei sogni deliranti che mi aspettano ogni volta che vado in mare...mi sto finalmente abbandonando....sdeng sdeng, trattattattata, bum bum ecc... e io inizio a bestemmiare che quasi mi viene da piangere. insomma, in un modo o nell'altro accucchio un tre o quattro ore di sonno. sveglia. pranzo in coma e nuovo turno di ascolto nel lab, dove mi trascino con gli occhiali da sole anche se ancora non ho praticamente messo il naso fuori. poi si cazzeggia un pò e se tutto va bene e non ci sono cose da fare extra svengo ancora un pochino. ma alle tre sono di nuovo nel lab. dalle 4 alle 7 la luce. turno di avvistamento sulla tower. finalmente all'aria aperta! ....a parte le esalazioni mefitiche degli scarichi della nave...a parte. piccola parentesi per cenare in 10 minuti, ma il tramonto non me lo perdo. e poi è divertente chiudere tutto (è l'ultimo turno di osservazione) con brendan e john (con il quale negli ultimi giorni la parola d'ordine è diventata "hei man....fuck you" e ci spisciamo come due cretini). poi doccia, cazzaggio e letto fino alle undici più o meno: mi serve ameno un'ora per riprendere coscienza anche perchè il corpo è li che dice "ma che minchia fai, ti svegli ora?? che sta per cominciare la notte...quella cosa durane la quale si dorme???". e si ricomincia. alla fine del tutto diciamo che raccatto, salvo insonnie e tentativi a volte inutili di convincerti che devi dormire anche se sono le sette di sera, un sette ore di sonno variamente sparpagliate nelle 24 ore. resto basito dal mio intestino che deve essere fotosensibile perchè il suo storico ritmo circadiano non lo abbandona mai e ci puoi regolare l'orologio atomico al mercurio.

ecco. è che non mi sono ancora del tutto abituato. a questo modo un pò nuovo di vivere le navi e le crociere (del resto questa è solo la mia seconda crociera da pam), in cui vivi di notte, dormi qua e la e, nonostante fuori ci siano giornate di sole spettacolare, tu non solo non ti sei ustionato (cosa che mi capitava regolarmente) ma forse non ti sei neanche un pò colorito.
ma va tutto bene, naturalmente. e tra le cose straordinarie di questa vita folle a bordo c'è che non mi perdo un'alba e neanche un tramonto. e questa cosa (come quasi tutto del resto) mi piace troppo; e il sintomo di questo piacere è che non trovo le parole adatte per spiegarne il motivo.
bene. ma prima di lasciarvi veniamo alla strana foto. e già...trattasi di luogo fondamentale su questa nave. siamo a poppa, vicino ad una delle uscite sul ponte dove ci sono gli array sismici (the streamer deck). qui si fuma. su questo bullone sono state spente migliaia di sigarette. sogni lontani...zac sigaretta spenta. incazzature....zac sigaretta spenta....stanchezza inutilmente combattuta...zac....frustrazioni....zac....ricordi....zac....quattro chiacche e grasse risate....zac. e zac e zac, su questo bullone ci sono pezzi di vite (bullone...vite....sono proprio un cretino!) che fanno un pezzo di vita di questo pezzo di ferro buttato in mezzo al mare. è o non è un posto importante??
e adesso me ne torno alle altre mie attività notturne...e quasi quasi....anche io, adesso...
...zac