domenica 20 aprile 2008

..."quel viaggio"


sono a casa mia. davanti a questo mare e davanti a questa luna. e adesso che mi siedo a scrivere mi accorgo che questo viaggio è ormai diventato "quel" viaggio. e allora è proprio finito.
sono arrivato in italia due giorni fa. e in sicilia ieri sera. nel mezzo una pausa pavese. e sempre mi prende un certo stupore, tra incredulità e riconoscenza, quando ho davanti agli occhi questa pavia e quello che ha portato e porta nella mia vita.
e ora sono qui, in sicilia, a casa. vivendo ancora folli ritmi sonno veglia senza la minima intenzione di forzarmi nel correggerli. metto da parte lo zaino e inizio a riprendere in mano le fila di questa parte di questa mia vita.
grazie a tutti voi che mi avete fatto compagnia in questo mese. spero che almeno un pò vi siate divertiti. spero che torniate a trovarmi. spero che qualche miglio insieme lo si faccia ancora.
e vi lascio prendendo a prestito parole.
qualche ora fa gironzolavo per acicastello con la mia birretta in mano, riprendendo possesso di luoghi e odori. sulla passeggiata, subito dopo il chioschetto, una bambina di non più di sei anni teneva per mano la sorellina. davanti al mare. e la bambina, rapita, guardando l'orizzonte:
"e pensare che là, poi, c'è ancora mare..."

mercoledì 16 aprile 2008

preparatevi a sbarcare

posto l'ultimo post da questo posto.
stiamo volando alla spregiudicata velocita' di 9 nodi verso puntarenas. tutti impacchettano tutto.
anche io. ma molto lentamente, visto che ho un po' di tempo ancora e che ci ho cominciato stanotte alle tre...
stanno per sottrarre anche il computer da cui scrivo, proprieta' privata del buon brendan che lo ha messo a disposizione della comunita'.
preparatevi a sbarcare.
ma ancora il viaggio continua.
e poi si sa...tornare a casa e' sempre un'odissea.
research vessel marcus langsth vi saluta...

martedì 15 aprile 2008

auguri


tanti tanti auguri.
da un pò lontano ma con tutto il cuore.
ti mando tanti auguri e un pensiero: questa foto.
me la tenevo in caldo per l'occasione, da qualche giorno. è una cosa speciale almeno per me. è una cosa che cercavo ormai da anni e non ero mai riuscito a trovare. e l'ho trovata qui, qualche giorno fa...a dire il vero ormai la trovo un giorno sì e uno no!
e, naturalmente, se la trovo qui è perchè sono qui. e se sono qui è anche grazie a...ecc, ecc che non mi va di ricominciare con quello che già ho scritto in occasione della mia precedente seismic cruise. solo ti dico che me lo ricordo bene bene.
dunque, vedi lì al centro dell'immagine...vedi che c'è una strisciolina verde... quello è il green flash! quando il sole tramonta, nell'istante preciso in cui scompare sotto l'orizzonte (e se le condizioni del cielo sono buone...e se ci hai un pò di culo...) ecco che spqrq questa specie di lampetto verde, a volte più forte e a volte meno.
non è proprio bello?
bene.
...magari cerco di trovare anche qualcosa di più consistente da regalarti!
già che lo sfondo è quello dei viaggi, reitero un pensiero e un invito...energico. organizzati, tu con quello scellerato dell'amico tuo (...o anche no) e parti. raccogli bene bene le energie, spara a fare in culo tutto e vai. io sto per tornare e, salvo qualche giorno qui e li, sarò in siculia almeno fino a metà giugno.
eee....ma partire è un pò morire....
michiate!

alle volte, soprattutto per noi, è l'unico modo per respirare.

un abbraccio forte e ancora

tanti tanti auguri

domenica 13 aprile 2008

un po' di riguardi


riguardo le mie letture a bordo
l'altro libro che mi ha accompagnato in queste settimane è "antologia della letteratura fantastica" di borges, ocampo e bioy casares (letto in edizioni einaudi). bello. molto. è una raccolta di racconti e brani di romanzi di vari autori, curata dai tre. letteratura fantastica nel senso più amio del termine. c'è di tutto e di tutti i periodi. per la maggior parte sono autori a cavallo dell'ottocento e del novecento, perloppù inglesi, ammaricani e sudamericani. ma ci sono anche cinesi, giapponesi, spagnoli....bellissimo davvero. si va da kafka a borges a kipling a poe.... la primissima edizione era del '40. poi la succesiva, ampliata con altri autori e impostata seguendo un semplicissimo ordine alfabetico per autore, è del '65. l'unico criterio di scelta è il giudizio dei curatori. consiglio consiglio...a tutti. purtroppo l'ho finito (come alice) e adesso mi sto leggendo "birds of prey" di wilbur smith, in lingua originale. ma mi sono già rotto le palle. c'è di buono che si parla di navi e di pirati così sto incremetando un pò il mio vocabolario marinaresco... mi sa che lo lascio qui a bordo...
a proposito...si accettano e si anelano consigli per le mie letture della prossima crociera (forse è un pò restino per parlarne...anche se... l'ho già detto??). due mesi di crociera (sto pensando di portarmi l'ulisse di joyce, così, dopo ripetuti tentavitvi portti avanti negli anni, sarò costretto a leggerlo...ma magari è una minchiata di idea). aiutatemi, sbizzarrendovi. grazie.
ci sarà un autore di cui ho scritto bene il nome? si: poe. sono sicuro.

riguardo i miei ritmi sonno veglia
sonno?? ma porca....si, ma porca puttana! ma si può avere l'insonnia pure qua?!? sto dormendo si e no cinque ore al giorno. succede per circa tre giorni e poi il quarto, non appena tocco il cuscino, svengo (ma mai per più di due ore...che sennò fa male). oggi è stato il giorno degli....scusate, ero svenuto...degli svenimenti.

riguardo i cessi
quann'arrivi ti rununu beddu bugghiolu. e poi ti arrangi. tutti hanno capito che prima di vuotarlo è fndamentale sapere da dove tira il vento.

riguardo il cibo
porcaccia miseria! non c'è più frutta e soprattutto non c'è più quel magico pane per tramezzini che ci hanno gli ammaricani. e io che mangio per il mio spuntino delle quattro del mattino?? e continuano a sfornare dal microonde i popcorn liofilizzatipressurizzati, che sono divertento-i perchè sono quelli dei film e dei cartonianimati, ma porcamiseria fanno una puzza veramente nauseabonda!
e poi vorrei tanto un caffè vero...

riguardo le ultime due righe del post "tra luna e stelle"
oggi, verso le sei e qualcosa del pomeriggio, sale sulla tower john. tramonto straordinario naturlamente: tutto arancione, blu, rosella,ecc ec. arriva lui, si guarda intorno e mi fa "ti piace? l`ho fatto io" . "ben fatto", gli dico. e poi continua, "anche questo l'ho fatto io" indicando il mare, "è stato un pò difficile...ci ho messo due giorni...per l'atlantico me ne è bastato uno". allora gli dico che certo, fare il mediterraneo sarà stata una inchiata! " un quarto d'ora, mi fa lui"...poi se la ridacchia e mi fa..."ma lo sai qul'è stata la cosa più difficile? ...decidere dove mettere la sicilia". e continua a improvvisare mentre io contiuo a ghignare..."...mmm qui vicino alla grecia...no, no....qui allàltezza di napoli..ma no. stavo quasi per buttarla via! poi, dopo un pò di birre, ero ubriaco..." e inizia a ciondolare come un ubriaco alzando la mano dove teneva la sicilia.. "splat! eccola lì la sicilia.". e giù a ridere come due imbecilli. come spesso accade.
morale della favola: per fare una cosa bella come non ce ne stanno al mondo bastano 15 minuti. per mettere nel posto migliore quello che stai maneggiando, essere ubriachi aiuta assai.
i like it.

riguardo il mio rientro
contravvenendo a quanto mi ero imposto al mio rientro dalla scorsa crociera, comunico con sincerità le date del mio previsto rientro (mi ero imposto di mentire spudoratamente e, tranne a cerchia ristrettissima, comunicare che rientravo una settimana dopo la data vera...per avere il tempo di respirare prima di essere aggredito dalla mia vita catanese...). allora, se tutto va bene la data prevista arrivo della nave (la famigerrima eta...si dice proprio così ma non c'è niente di terroristico!) è il 16 aprile ore 08.00. ci ho un fantastico bilgietto aereo san josè milano (via madrid) per il 17. previsto arrivo in italia il 18. un giorno a pavia per smollare un pò di roba, lanciare un paio di abbracci e darsi il cambio con lo scellerato futuro pam, e poi, il 19, volo per catania. vediamo se è vero.

riguardo le bestie
ci sono una marea di tartarughe da queste parti. il fenomeno si chiama l'arribada. per icultori della zuppa di tartaruga il paradiso. per i geofisici che volgiono sparare, l'inferno. perchè anche le tartarughe fanno parte delle specie da...non sparare...shut down for turtle
zummuliate di mante saltanti, pisciazzi di ogni sorta...

riguardi i miei pantaloni
houston...abbiamo un problema. ma che succede?!? sono in un momento tragico e periglioso della crociera. proprio alla fine. non so se ce la farò. scrivo queste righe rubando il tempo ai miei tentativi di arginare l'ammutinamento in corso. i miei pantaloni...i miei..dio mio, ma che succede...
ma che succede??? c'è davvero in corso un ammutinamento da parte dei bottoni dei miei pantaloni. l'altro ieri ho messo definitivamebnte nello stipetto le braghette blu chè avevano perso due bottoni...e vabbè. oggi mi sveglio, mi metto le mie belle braghette verdi e ...accidenti...sto proprio dimagrendo, guarda qua. e guardo. altri due bottoni andati. mi sa che torno in mutande.

riguardo il main lab
hey! benvenuti nel main lab. quella è la pam postazione! lì è dove sostengo di lavorare e da dove spiattello in rete le minchiate che partorisco.
te peace?

...paravanes?



lo so, lo so. a decinaia, a centinaia, migliaia e decimigliaia. a milonaia ogni giorno sbirciate sul blog per vedere se finalmente è giunto il tempo di sapere. con la speranza, sinora vana, di avere una risposta alla domanda che da giorni vi leva il sonno: che minchia sono i paravanes???
e finalmente eccomi a rispondervi.
allora, questo è un seismic vessel. il suo cuore pulsa a colpi di cannoni; ma ormai degli airgun sapete tutto. e quindi ci si trascina, a una distanza che varia tra una cinquantina e un centinaio di metri, questi affari in giro per i mari del mondo. questi affari fanno un botto ( e si...almeno in teoria, il botto è uno soltanto anche se a sparae sono in 36) che sbatte sul fondo, in parte lo attraversa e poi ci sono degli echi che tornano in superficie.
ed ecco l'altro altro elemento fondamentale per fare funzionare il giochino: gli streamer (da cui streamer deck) o array sismici. sono degli idrofoni (ad essere precisi, come in ogni array, gli idrofoni, cioè gli elementi sensibili, sono più d'uno...e sennò che si chiamano array a fare?)...facile no? in pratica sono dei tuboni costituiti da moduli lunghi 150 metri; ogni array 40 moduli...3 per 1 uguale 4....5 meno sette fa 12....si...fanno sei chilometri per array (e infatti guardare la fotina per credere: il winch piccolo, quello del pam idrofono, mi arriva più o meno al mento...considerate che sono un pò nano e valutate il tutto).
il langseth è disegnato per trainarsene dietro quattro (ma poi dipende dalle crociere e dagli scopi del piano di ricerca che si segue; durante questa crociera ce ne trasciniamo dietro solo uno). se ti trascini almeno un paio di array, anzicchè uno, succede una cosa fantastica: attraverso gli echi di ritorno riesci ad avere una rappresentazione tridimensionale della struttura della crosta terrestre...mi spiace di non avere qualche immagine da farvi vedere ma è una ficata pazzesca. questa cosa viene molto usata dalle compagnie petrolifere per trovare petrolio e gas; gli scienziati, assai più sani, riescono ad avere una visione praticamente esatta di...che so...le sacche di magma che si trovano sotto il mare vicino a zone con vulcani e le le loro deformazioni...oppure...la forma e il modo in cui una placca si infila sotto un'altra causando terremoti...e via così. tutto in tre d: so forti sti ammaricani...ma mica solo loro.
ora, gli airgun ce li trasciniamo dietro tenendoli separati tra loro grazie a un pò di cavi attaccati alla poppa (anche perchè la poppa della nave sarà larga si e no venti metri e allora come fai a trascinarti tutto senza che il tutto si ammucchi e si arravogli?). e gli array??? aaaa, finalmente! per gli array, o meglio per i due più esterni, ci sono i paravanes. concetto facile facile: altro non sono che dei...divergenti. li cali dai fianchi della nave e trascinandoli si allontanano dalla linea della tua prua per centinaia di metri; ci attacchi un array e il gioco è fatto. la cosa bella sono le dimensioni. trattasi di rettangoloni di acciaio con una base di..che so...otto metri e un'altezza di cinque. all'interno del rettangolone ci sono delle "lame" inclinate che sono poi le "ali" del rettangolone, quelle che lo spingono ea...divergere. levate un metro di qua e un di la che sono sempre un marinaiopescatore con i soliti vizi di esagerare, ed eccovi i paravanes. finalmente! sento gli applausi da qui.
immaginate un pò che casino manovrare con tutta questa roba che ti segue: virate con raggi lunghetti, impossibilità di fermarsi (che sennò sbatte tutto sul fondo...ammenocchè non ci siano più di sei chilometri e rotti di fondale), impigliamenti vari in attrezzi da pesca, ecc. e poi c'è, per gli array, l'annosissimo problema della profondità a cui lavorano, perchè per ben lavorare devono essere belli stesi con tutti gli elementi più o meno alla stessa altezza (diciamo cinque metri di profondità). realizzare queste condizioni è un pò un casino. il motivo del ritirare tutto a bordo qualche notte fa (quando il pam idrofono si era arravolgiato sugli airguns) è stato un eccessivo affondamento della testa dell'array. e allora per fare i modo che tutto funzioni che se fa? prima cosa, si applicano dei pesi al tubone (quant'è bella la semplicità); seconda cosa si regola la velocità della nave; e poi, magia magia, si usano i birds: questi uccellini, i cosi rossi nella foto, ci hanno due alucce a testa che possono essere comandate per cercare di trovare l'assetto migliore. e se non basta? e se non basta sono affari tuoi e devi ritirare il tutto e ricominciare daccapo. fa molto passatempo cinese.
ecco il nocciolo delle strumentazioni che stanno su questa nave. poi ci possiamo aggiungere un fantastico multibeam sonar che mappa allegramente il fondo (ma lui solo la superficie...del fondo) del mare...che anche questo da vedere è bellino assai.
e poi, ma giusto perchè siete voi, ci sbatto in mezzo pure un centinaio di xbt (che non mancano mai su un research vessel!): expandable bathythermograph...delle specie di silurotti lunghi una trentina di centimetri, che vengono sparati in mare durante la navigazione e che restituiscono (attraverso dei fili di rame che ci stanno dentro e che si srotolano mentre affondano...) il profilo della temperatura della colonna d'acqua. tutta roba a perdere. carini vero? ce la farò prima o poi a fregarmene uno...
e questo è quanto. paghi finalmente? spero no troppo annoiati.
ma sennò quando poi entrate nel main lab non lo capite bene che si fa li dentro...

sabato 12 aprile 2008

estratto da post prossimo venturo

...
riguardo le ultime due righe del mio post precedente

oggi, verso le sei e qualcosa del pomeriggio, sale sulla tower john, col quale la liscia regna ormai sovrana. tramonto straordinario naturlamente: tutto arancione, blu, rosella, ecc ecc. arriva lui, si guarda intorno e mi fa "ti piace? l`ho fatto io" . "ben fatto", gli dico. e poi continua, "anche questo l'ho fatto io" indicando il mare, "è stato un pò difficile...ci ho messo due giorni...per l'atlantico me ne è bastato uno". allora gli dico che, certo, fare il mediterraneo sarà stata una minchiata! "...mmmf, un quarto d'ora!" mi fa lui...poi se la ridacchia e..."ma lo sai qual'è stata la cosa più difficile? ...decidere dove mettere la sicilia"...

mercoledì 9 aprile 2008

tra luna e stelle


la luna inizia a crescere.
in questi giorni, al tramonto, c'è l'orizzonte rosso, con il sole che a poco poco sparisce lì dietro. e a mano a mano che si sale con lo sguardo si passa, attraverso tutte le sfumature che si possono immaginare, a quel blu intenso che è il cielo un pò prima di diventare notte. e in mezzo a questo blu, la falcetta della luna che ti dice che in questo mondo perso c'è ancora sogno e magia.
e tutti (o quasi) qui a guardarla. perchè puoi essere pirata, scienziato, o ingegnere quanto vuoi, ma se hai deciso di stare a bordo di una nave è perchè in fondo credi che nella tua vita queste cose siano importanti. almeno un pò.

vi avevo fatto una promessa riguardo gli spazi in cui mi muovo. ed eccomi qua. cominciamo...
questo affare che naviga allegramente per le acque del pacifico tropicale è lungo una settantina di metri. e allora immaginatevela ormeggiata al porto, col fianco destro alla banchina (e quindi la prua è alla vostra destra e la poppa alla sinistra...no?). immaginate che il ponte su cui salirete, attraversando la passerella, sia alla stessa altezza del molo. bene. siete ancora sul molo, davanti la paserella. di fronte a voi c'è un ponte scoperto, il main deck e si vedono appese le linee degli airguns, che vanno verso poppa. la loro fine non la potete vedere perchè c'è una struttura bella alta che pare una cascia abbiata lì e che occupa tutta la zona di poppa. sulla destra c'è un'altra struttura, un'altra cascia. aprite la porta ed entrate (siete saliti a bordo!!). siete nel ponte...bò... qui ci sono un pò di alloggi essenzialmente per l'equipaggio e un paio di stanzoni che servono da laboratori, ma è una zona davvero poco frequentata, almeno da me. salite subito le scale e arrivate al ponte superiore: a deck. qui c'è parecchia vita! la mensa, la cucina, la maggior parte delle cabine degli scienziati, sala lettura e sala tv. il campo da tennis ce lo hanno levato giusto un mese fa. qui abita anche la ormai domata lavatrice. qui abito io. salite ancora: b deck. per lo più alloggi ufficiali e un paio di ufficietti. e porta di accesso al bridge. il bridge è quello che in italia si chiama plancia. da dove si porta la nave va. dove una volta c'era quella cosa a forma di ruota che si chiama timone e che adesso è stato sostituito da ignobili cloche (no so manco come si scrive e chi se ne frega) che sembra che ci devi infilare la monetina e vai con un'altra partita. dietro la porta di accesso (assolutamente interdetta ai non autorizzati!) c'è una scala. perché il bride sta un "piano" più su. entrate (vi autorizzo io) salite la scala, ed eccovi in plancia, stanzona enorme con tutto quello che ci deve stare (a parte la ruota del timone). davanti a voi la prua. dietro di voi il resto della nave. non paghi dell'esplorazione, volgete le spalle alla prua e vi avviate verso una delle due porte che danno all'esterno. eccovi fuori su un ponte scoperto: siamo sul bridge deck. è uno spazio non molto grande dove a destra e sinistra ci sono dei cassoni con dentro life jacket e survival suite. qui ci si deve riunire in caso di disastro imminente. ma...quella scala?? (state sempre guardando verso poppa...avete il bridge alle spalle). il vostro sguardo segue l'improbabile rampa metallica e raggiunge....la fantastica tower, regno dei mmos (marine mammals observers)! pensate che ci debba essere una gran vista da lassù. e infatti c'è. poi avete un attimo di smarrimento perchè, da persone aduse a guardar navi, date un'occhiata alla tower...date un'occhiata a quello che ci sta a prua più o meno alla stessa altezza. ancora un paio di avanti e indietro....ma quelli sono i comignoli dello scarico! e sicuramente vi direte che figurati se no ci hanno pensato che tutto il fumo arriva sulla tower...ci sarà sicuramente un sistema ammaricano mutuato dalla nasa per evitarlo. non ci hanno pensato. e infatti questo è motivo di grandi incazzature e vari report. immagino che qualcosa si farà a breve. vedremo. fate qualche passetto indietro e vi trovate con le spalle ad una delle due porte che danno sul bridge. davanti a voi una scaletta che scende. e scendete. siete di nuovo al livello del b deck. andate verso poppa e dopo qualche metro...oibò due rampette di scale davanti a voi, una che scende e una che sale. non sapete cosa fare. alla fine decidete di salire. siete sulla cascia di poppa (la struttura che nascondeva gli airguns) e vi trovate su un nuovo ponte la cui prima parte è del tutto scoperta. questo è il paravanes deck (in un altro post qualche info in più su attrezzature e ammennicoli vari...tra cui i paravanes). fate qualche passo con il cielo sulla testa e vi ritrovate daccapo davanti ad una scala che porta ad un ponte ancora più alto. guardate la scala e poi quello che resta a poppa: c'è ancora un pezzo di questo ponte. non è chiuso ma non è aperto....cioè...non avete il cielo sulla testa perchè sopra c'è l'altro ponte ma siete sempre all'esterno. in questo resto di paravanes deck ci sono winch su winch e una casetta sulla vostra destra (che è la sinistra della nave...state sempre andando da prua verso poppa) che è la palestra: questo ignoto luogo.... su per la scala! ed eccoci in cima al cascione di poppa: benvenuti sull'hely deck (uno dei miei posti preferiti...la foto è stata scattata da lì). si chiama così perchè prima ci atterrava l'elicottero (ma siamo sicuri??). adesso invece è essenzialmente dedicato allo stoccaggio di ....spare stuff, roba di riserva (o di rispetto, come sarebbe più giusto dire su una nave). bello vero? ma ancora non è finita. dove finiranno quelle linee di airguns?? giù per la scala. siete di nuovo sul paravanes deck. vi inoltrate verso poppa. arrivate alla fine della nave. ecco a sinistra una scaletta che scende al ponte inferiore (ve lo sentivate che ci doveva essere una scaletta). ed eccoci al ponte inferiore! questo è lo streamer deck. anche questo è aperto ma chiuso. ma siete ancora un ponte più in alto degli airguns, che però finalmente intravedete sotto i vostri piedi, perchè il pavimento è fatto da griglie di metallo. vi avviate verso prua e prendete la scala che vi trovate a sinistra. eccovi di nuovo all'altezza della banchina, all'altezza del main deck che qui si può pure chiamare gun deck. davanti a voi il culo delle linee degli airguns. a destra lo scivolo di poppa da dove si calano i cannoncini. siete attorniati da winch alti metri con avvoltolati dei tuboni gialli. ma liggiù scorgete un piccolo winchino. con un tubicino blu avvoltolato. è proprio lui. è il pam idrofono. soddisfatti vi buttate alla vostra sinistra e, scansando la selva di tubi vari, cime e guns, vi ritrovate di nuovo sul main deck. e guardate la passerella. chiedendovi se vi va di scendere no.
...e il main lab??? dove è finito? il main lab sta un "piano" sotto i vostri piedi, ma un pò più verso poppa. scusate se non vengo su a salutare, ma, sapete com'è, sto lavorando...
spero che il giro non vi abbia confuso troppo. io ci sono stato circa due settimane per capire bene come muovermi; ma la prima volta che sali su una nave è sempre così (per maggiori e migliori dettagli clicca qui). forse sono un pò in ritardo nel raccontarvi questo, visto che tra meno di una settimana questa crociera sarà finita. ma meglio tardi che mai! e poi torna utile per la prossima. magari è un pò prestino per pensare già alla prossima. anche se...

oggi, verso le undici di sera, ero sull'hely deck a bermi il mio caffè e fumarmi le mie sigarette, prima di andare a mandare a letto brendan e mettermi ai computer per il mio turno di notte. di solito da lì, dall'hely deck, si vedono bene le stelle. ho visto una stella cadente. ed è successa una cosa. ho espresso due desideri insieme, o meglio, non so. perchè ho pensato a una cosa e all'altra insieme. un desiderio era per me, personalissimo diciamo. e l'altro è venuto fuori così. è stata un'esplosione.

un desiderio per la sicilia.
questa mia sicilia. mia terra. mia carne.
offesa, vilipesa. stuprata, ma mai fino alla morte per poterla stuprare ancora.
questa mia sicilia offesa, vilipesa e stuprata da uomini senza onore e dignità.
dignità. onore.
un desiderio perchè questa mia sicilia possa godere ancora di uomini che sanno cosa siano.
un desiderio perchè l'amore per questa terra non debba più essere schiacciato dall'esigenza di abbandono. perchè l'amore per questa terra non debba essere annegato dalle gocce di lacrime e sangue che la bagnano.
un desiderio perchè questa mia sicilia, mia terra, mia carne, possa essere davvero l'isola dove le stelle, lasciando il cielo, decidono di fermarsi.
perchè in questa mia sicilia possa davvero essere tutto sogno e magia.
come è stato deciso da chi l'ha sbattuta lì, in mezzo al mare più bello del mondo.

domenica 6 aprile 2008

nuovi eroi


calano le tenebre su emmell city. l'oscurità, appiccicosa e umida, avvolge tutto, spalancando una porta. quali pericoli si nascondono oltre questa soglia?
le strutture di metallo cigolano in un lamento che riempie l'aria di cupi presagi. ignobili creature muovono i loro primi passi in questa notte. e ad ogni passo cresce la loro sicurezza, protetti da ciò che l'occhio non può penetrare.
ah ah ah! risuona la loro beffarda risata innanzi a un mare che pensano ormai di possedere.
è buio. è notte. non c'è puro di cuore che osi attraversare la nube di nulla che si spande sempre più fitta.
ma ecco che nell'ombra si scorge una presenza. non è certo un dei perfidi gunners, mercenari assoldati dalla gilda dei geofisics che da anni tentano la conquista di ogni profondità. il piano dei geofisics è tanto lucido quanto terribile. la conquista attraverso l'annientamento totale.
ma...quella presenza...chi è? sarà forse superman? sarà spiderman? ratman? no. no...
ma possono dunque i nostri cuori sospirare di speranza?
ebbene si. egli è li. lesto e vigile come una zazzamita in una notte d'estate.
egli indossa la sua inconfondibile tutina.
egli ha con se i suoi misteriosi strumenti.
egli sa. egli da. egli fa. egli tra. egli ma.
...egli zumpapperozumpappà.
non temete abitanti di questi luoghi. ovunque ci sarà bisogno, ovunque l'acustico oppressore allungherà i suoi artigli per ghermirvi, ovunque la sua marmaglia tenterà di rubarvi il sonno...
egli veglierà.
egli c'è.
egli è...

PAM MAN

pesce d'aprile



amiche elettrici, amici elettori....
scherzavo! e poi lo so. è maleducazione parlare di politica e religione seduti a tavola. io sono seduto a un tavolo, voi immagino lo siate pure. e poi parlare adesso di questi due argomenti, in italia sopratutto, è fortissimamaleducazione! ...continuo a leggere i giornali online e non faccio altro che scuotere la testa...
ma veniamo alle avventure del pellegrino.
qualche giorno...oops...qualche notte fa...ad essere precisi tra il 31 e il primo di aprile...
ero qui seduto nel main lab (prometto...prometto solennemente un post dedicato alla descrizione più o meno minuziosa degli spazi in cui mi muovo) con le cuffie in testa a minchieggiare. ore tre di notte. erano ormai un paio di giorni che si parlava di recuperare le quattro linee di airguns per fare un pò di manutenzione. cosa che mi aveva messo in allarme (anche se da un lato era proprio quello che volevo) perchè ero convinto che il cavo dell'idrofono (vi ricordate di quanta roba ci trasciniamo dietro?) si era incastrato da qualche parte sulla linea di airgun più vicina. ma si era deciso di non farne nulla.
dicevamo...ore tre...io papero papero sulla fantastica poltroncina (qui ci sono le poltroncine più personalizzabili che abbia mai visto: altezza della seduta, inclinazione dello schienale, altezza dei braccioli, angolazione dei braccioli...datemi un pò di tempo e trovo pure che c'è un sistema per tirare lo sciacquone....so forti 'sti ammericani). a un certo punto accanto a me succede qualcosa. movimento e agitazione più qualche imprecazione. e tutti a guardare il monitor dell'idrofonone sismico. io naturalmente non ci capisco una cippa, anche perchè non mi pare che ci siano stati grandi cambiamenti... ma invece è crisi. l'idrofonone viaggia troppo in profondità. bisogna ritirarlo. e per farlo bisogna prima ritirare tutta la robaccia che ci rasciniamo. eccola lì, penso io. ci siamo. e si comincia. frenetica attività dei gunners che cominciano: dentro la srting 4. là. dentro la string 3. là. ...io nel frattempo sul ponte più in alto a fumarmi sigarette e pensare a dove si può essere incastrato il cavo e a come risolvere la questione. e a pregare che mi sbagliavo. dentro la string 2. là. eccoci. dentro la strin... ecco. lo sapevo. iniziano a tirarla dentro e, guarda guarda, il cavo dell'idrofono viene insieme a lei...mierd. i gunners se ne accorgono. eccoci tutti nel lab a cercare di capire che minchia si può fare. passa il tempo. sono più o meno le quattro del mattino. justine e bern se la discutono su come fare. arriva anche...come cazpita si chiama non me lo ricordo mai! lo scozzese. che non è male davvero, anche se a prima vista no ti dà proprio l'impressione del compagnone...insomma arriva lui e tra una gita sul ponte e una nel lab avanza la proposta che mi sembra la migliore, forse l'unica. ritiriamo pianino pianino gli airgun e quando sono sotto la poppa vediamo che si può fare. ok. cominciamo. e pianino e pianino, compaiono 'sti cazzo di cannoncini sotto la poppa. e con loro il cavo dell'idrofono. che è successo quindi? è successo che durante una virata il cavo ha attraversato la linea e quando siamo tornati ad andare dritti è rimasto impigliato nelle catene che sorreggono i...cannoncini a metà della linea. e ora?? e io sempre li...a cercare soluzioni ...soprattutto per stressare il meno possibile l'attrezzatura. piccola parentesi. se si sfranga il cavo dell'idrofono sono ...cazzi da cacare (perdonate il tecnicismo ma è proprio così); innanzitutto non si spara finchè non c'è un idrofono in acqua. quindi bisogna recuperare quello sfasciato. possibilmente tirarlo via dal winch e sostituirlo con quello di riserva. ...perchè ce ne sta uno di riserva???? ci sta ci sta. e allora la mia ultima gita a pavia all'insegna di cosa è stata!? ma meglio se non succede; l'idrofono di riserva è tre ponti più su, avvoltolato splendidamente in un rocchettone di legno; quindi tirarlo via dal rocchettone, portarlo giù, possibilmente avvoltolarlo nel winch riconnettere tutto, farsi il segno della croce, danza propiziatoria, 100 flessioni, due scudisciate e vedere se tutto va: ore di lavoro. anni di vita.
eravamo a poppa a pensare soluzioni... intanto bern e gunners lavorano di buona lena: si muovono come chi sa quello che fa. allenta un pò il cavo dell'idrofono, tira un pò dentro gli airgun. allenta e tira, allenta e tira. mezza linea è sul ponte; o meglio sulla scivola che c'è alla fine della poppa e che serve per mettere a mare e recuperare il tutto. posto davvero brutto per lavorarci perchè rischi di cascare in acqua con una certa facilità (ci lavorano solo i gunners lì, sempre con la lifeline..la cordella di sicurezza). il cavo dell'idrofono è schiacciato sotto cannoni e galleggiante, paurosamente torto su una catena. in tutto questo io sono solo spettatore; non riesco nemmeno a fumarmi una sigaretta. e c'è questo nuovo gunner (parla solo spagnolo...e io che mi facevo problemi per il mio inglese) che zompa qui e li. justine è con lui. loro sanno. e come dei chirurghi usano le loro conoscenze amministrando sapientemente gli strumenti di cui dispongono per questi delicati interventi. questi gli strumenti di altissima precisione: un piccolo winch che serve per tirare su quello che bisogna tirare su (ogni cosetta su quel ponte pesa decine e decine di chili) compreso il cavo dell'idrofono (che naturalmente è in trazione perchè dietro la parte incastrata ci sono ancora un centinaio di metri di roba che ci continuiamo a trainare); un piede di porco; pedate e pedate che manco a un cagnaccio rabbioso che cerca di azzannarti la gamba. aiuto. l'agonia dura fino alle sei e mezza del mattino. a quell'ora il cavo è libero. io nel frattempo ho scollegato tutto. non so se funziona ancora. ma bisogna ritirare anche il pamidrofono: l'emergenza era per l'idrofonone sismico...ricordate? e ritiriamo. io e bern. tutto sommato questa è andata liscia. e alla fine dell'idrofono, la sorpresa, che in realtà sorpresa non è. eccola lì nella foto, accanto al winch con il pam idrofono. saranno almeno 100 metri di long line...di conzo và... e manco un pesce. nell'altra foto la leadership della squadra di salvataggio...che sarà bern e chi lo scozzese??
adesso l'idrofono è tornato in acqua e tutto è tornato a marciare come al solito.
giornata di oggi da delirio per il numero di tartarughe che abbiamo incontrato. e squali. e mante. e delfini. e pesci spada. e marlin. ....delirio davvero. oggi ho visto quello che uno in italia vede in dieci anni e si può pure arrizzettare.

ultima nota introspettiva su questo folle mondo che sono le navi.
è incredibile. è incredibile come si passi da uno stato d'animo all'altro. con una velocità impressionante. ma fin qui quasi nulla di nuovo, soprattutto per me che, col carattere de merd che mi ritrovo, dire che sono lunatico è essere gentili. è impressionante e bellissimo come questi stati d'animo, questi pensieri, non lascino quella scia bavosa che di solito lasciano nella vita a terra. almeno a me. non è che ti dimentichi il motivo per cui mezz'ora prima eri incazzato o felice. e non dimentichi neanche quella sensazione, quello che hai provato. semplicemente è passato. e ora c'è del nuovo.
sarà l'acqua che passa sotto la chiglia e che tutto lava. non so. ma è bello

abbracci e pensieri a voi lettori, commentatori, parassiti informatici (parassitate...parassitate...mi piace questa cosa...e poi è aggratis per tutti!), detrattori, ecc ecc...di questo piccolo spazio.

venerdì 4 aprile 2008

la prova


sapevo che prima o poi sarebbe successo. lo sapevo. e il pensiero mi aveva sempre ossessionato. anche se ero riuscito a tenerlo a bada.
erano anni. sin dalla prima volta che ho messo piede su una nave da ricerca. per tutto questo tempo ero riuscito ad evitare, facendo salti mortali, adottando le più svariate strategie, di confrontarmici. ma questa volta no. non c'è stato proprio verso.
e sia, mi sono detto qualche giorno fa. si, perchè già da qualche giorno mi ero reso conto che avrei dovuto.
e allora andavo lì e davo un'occhiata. e tutto sembrava così tranquillo. così facile. un altro giorno. un'altra occhiata. anche se nel frattempo tutto me stesso continuava a cercare soluzioni che mi consentissero di evitare. ma non ce n'erano. bastava che mi guardassi bene per capirlo.
oggi la decisione. ed è venuta così, di botto. non me ne sono neanche reso conto. ho cominciato a fare. ecco tutto. ho cominciato a fare tutto quello che dovevo fare prima del vero confronto. in fondo è solo una macchina, mi continuavo a ripetere. uno strumento come un altro. e perdippiù utilizzato da centinaia di persone. non più di cinque minuti per preparare il tutto. avrei sperato di più? ma tanto ormai cosa importava... meglio affrontare subito la cosa.
ok. sono li davanti. e quest'occhio mi fissa. questa bocca che devo spalancare io mi aspetta. e metterci le mani dentro. ho scelto un momento in cui non c'è nessuno intorno a me. per poter lavorare tranquillo. tranquillo!
ok. la prima parte è fatta. avvio tutto e tutto sembra andare per il meglio. resto li a guardare per n paio di minuti ma tutto gira come mi dovrebbe. come ho visto altre decine di volte, durante le mie furtive ispezioni, cominciate già la scorsa crociera. vado via. tornerò dopo a verificare che non sia successo qualche disastro. spero che tutto vada liscio.
dopo qualche ora sono di nuovo lì. ore in cui sembra che il pensiero no occupi la mia mente, ma eccomi di nuovo lì, dicevo, come trascinato da un sottile filo che mai si è spezzato. sembrava facile. è stato facile. ma è solo il primo passo. il più semplice. non molto diverso da gesti che tutto sommato mi hanno accompagnato nella mia vita. la vera prova è adesso. l'ignoto. il mai tentato prima. neanche qualcosa di simile.
adotto la procedura. qualcosa di buono c'è in questa attitudine tutta americana si scrivere e protocollare tutto. un altro occhio. un'altra bocca. più grande e minacciosa questa volta. tanto grande che quasi ci entro fino alle spalle per lavorarci bene. chiudo tutto. e tutto parte. più che prima non ce la faccio a stare lì a guardare. devo andare via. non resisto. tornerò, anche se in un angolo el mio cuore non vorrei. ma devo. per me.
ma questa volta non ce la faccio ad aspettare più di quanto dovrei. entro nell'antro. tutto tace. mi guardo intorno. tutto tranquillo. sono solo. meno male: ho scelto bene i tempi. aspetto ancora quaclhe istate prima di posare gli occhi lì. lo faccio.
è andata. ce l'ho fatta. è stato un massacro psicologico. uno stillicidio durato ore. anni.
ma ce l'ho fatta.
ho di nuovo magliette e mutande pulite.
la lavatrice ha funzionato. l'asciugatrice non è esplosa.
un'altra prova è stata superata. una nuova fantastica esperienza da raccontare ai miei nipoti.

...certo...in effetti...è tutto un pò bluette...

martedì 1 aprile 2008

salutamu


tranquilli, ca 'sta vota non vi ni cuntu minchiati di cunigghi e arruzzuliamenti 'nta quacchi puttusu.
vi cuntu na para di cosi ca mi capitanu 'nta 'sti iorna.
tantu p'accuminciari, na para di notti fa 'ntisi u primu friscuni di deffinu (iettunu certi friscuni 'sti deffini ca mancu vu putiti immagginari!). minchia, mancu ci crireva! e cchi era cuntentu! mi vineva troppu assai di ridiri. ma siccome che ammeri mia c'eranu 'na zummuliata di cristiani tutti seri seri ca taliavanu i televisori d'i compiuti, m'appa ffari seriu seriu macari iu, ca s'annunca ci accucchiava 'na parti di cretinu di chiddi forti.
appoi...mi pari aieri...di chi stava taliannu u mari supra a turri di unni si...

...carusi...mentri ca scriveva s'avvicinanu 'na para di mmericani; unu era chiddu cchiu mportanti ca cc'è cca...u scienziatu capu, e l'autru era u cumpari sò, chiddu ca ci avi a vuci di fimmina, e m'addumannanu su si puteva sentiri 'na cosa ca s'a 'ntisu na para di voti 'nti sti iorni. e iu...talia cca...senti dda...i minchiati ca ci potti cuntari! ma accussi seriu ca mi pari ca ci crirenu troppu assai e si ni ienu cuntentuni sparti arringraziannu...

cchi stava dicennu... a si...supra a turri di unni si virunu i deffini e....minchiuni! autru che deffini! vitti na balena! ma di chiddi ca cantanu! e chi era bedda...niura niura, ccu sta carina e sta cura ca si muveva lenta lenta! e chi era granni! appoi ccu sti binoculuni ca ci su cca ti pari ca ci poi mentiri na manu d'incoddu! carusi...cu l'ava viduta mai na balena di chissi. su ci pensu ma pozzu figurari comu su l'avissi ora sutta l'occhi. mi pari come a prima vota ca visti u capidogghiu, ca macari ppi chistu aiu arringraziari a me cumpari claudio, ca era ccu iddu ddu iornu. 'sti cosi a mia mi si stampanu 'nto ciriveddu...

ma chi mali nuttati ca mi passai...intantu pessi 'nsaccu di tempu ppi abbissarimi tutti i cosi ca vaiu scrivennu (picchì su mi scrivu i cosi e dopu 'na simana nun ci capisci nuddu nenti, unu chi minchia si scrivi a ffari?). appoi l'autra notti era cca, assittatu beddu beddu ca mi stava liggennu u me libbru, e attacco a sentiri deffini. vabbè. e cchiù deffini. e cchiù deffini ancora. e di chi eranu tutti arreri, m'attruvai ca sinteva deffini a tutti i banni. sautai 'nta l'aria! e ora cchi fazzu! e ci spiu a 'n' amicu me ca c'era cca. e iddu m'addumanna c'ama ffari. e cchi ni sacciu iu c'ama ffari. chi fa stutamu 'sti bummi ca sparamu, fa iddu. 'mbare non tu sacciu diri, fosse si, ci fazzu iu. no! dici n'autru. aspetta. e 'nto frattempu deffini e friscuni e friscuni e deffini. e bummi ca pareva a festa di sant'aita (sant'aituzza bedda...menu male ca ci si tu). s'appa arrisbigghiari macari u tipu ca cumanna i "sbirri dei deffini" (iu e nautri quattru carusi) ppi capiri cchi s'ava ffari. com'è comu non è, appoi s'abbissanu tutti cosi (e ora sapemu tutti c'amaffari su avissi a capitari 'n'autra vota 'na cosa di chisti). intanto a mia mi vinni a lucciola. appoi pi fari chiddu tranquillu m'appa stari assittatu n'autra orata e invece mi vuleva fumari comu minimu 'na para di sigaretti ca mi vineva vogghia di scippare u tavulu ccu tutti i compiuti e abbiaricciddi d'incoddu a quacchirunu.
...anu vogghia a scirviri tutti 'sti leggi tutti 'sti reguli 'sti mericani: su ti capita chistu fai chistu su ti capita st'autra cosa fai chidd'autru...ma quannu si 'nto menzu do mari e c'hai a cchi fari cu 'sti animali, ci su voti ca u sai cchi ci po fari cu tutta sta carta scritta?
ma comunque....
v' abbannunai...mi ni tornu a taliari i me televisori e abbisari i minchiati ca scrissi.
vi vogghiu a tutti cc'a saluti.
vostru cumpari giuvanni
d'o resecc vesse maccus langse, columbia iunivessiti
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