domenica 6 aprile 2008

pesce d'aprile



amiche elettrici, amici elettori....
scherzavo! e poi lo so. è maleducazione parlare di politica e religione seduti a tavola. io sono seduto a un tavolo, voi immagino lo siate pure. e poi parlare adesso di questi due argomenti, in italia sopratutto, è fortissimamaleducazione! ...continuo a leggere i giornali online e non faccio altro che scuotere la testa...
ma veniamo alle avventure del pellegrino.
qualche giorno...oops...qualche notte fa...ad essere precisi tra il 31 e il primo di aprile...
ero qui seduto nel main lab (prometto...prometto solennemente un post dedicato alla descrizione più o meno minuziosa degli spazi in cui mi muovo) con le cuffie in testa a minchieggiare. ore tre di notte. erano ormai un paio di giorni che si parlava di recuperare le quattro linee di airguns per fare un pò di manutenzione. cosa che mi aveva messo in allarme (anche se da un lato era proprio quello che volevo) perchè ero convinto che il cavo dell'idrofono (vi ricordate di quanta roba ci trasciniamo dietro?) si era incastrato da qualche parte sulla linea di airgun più vicina. ma si era deciso di non farne nulla.
dicevamo...ore tre...io papero papero sulla fantastica poltroncina (qui ci sono le poltroncine più personalizzabili che abbia mai visto: altezza della seduta, inclinazione dello schienale, altezza dei braccioli, angolazione dei braccioli...datemi un pò di tempo e trovo pure che c'è un sistema per tirare lo sciacquone....so forti 'sti ammericani). a un certo punto accanto a me succede qualcosa. movimento e agitazione più qualche imprecazione. e tutti a guardare il monitor dell'idrofonone sismico. io naturalmente non ci capisco una cippa, anche perchè non mi pare che ci siano stati grandi cambiamenti... ma invece è crisi. l'idrofonone viaggia troppo in profondità. bisogna ritirarlo. e per farlo bisogna prima ritirare tutta la robaccia che ci rasciniamo. eccola lì, penso io. ci siamo. e si comincia. frenetica attività dei gunners che cominciano: dentro la srting 4. là. dentro la string 3. là. ...io nel frattempo sul ponte più in alto a fumarmi sigarette e pensare a dove si può essere incastrato il cavo e a come risolvere la questione. e a pregare che mi sbagliavo. dentro la string 2. là. eccoci. dentro la strin... ecco. lo sapevo. iniziano a tirarla dentro e, guarda guarda, il cavo dell'idrofono viene insieme a lei...mierd. i gunners se ne accorgono. eccoci tutti nel lab a cercare di capire che minchia si può fare. passa il tempo. sono più o meno le quattro del mattino. justine e bern se la discutono su come fare. arriva anche...come cazpita si chiama non me lo ricordo mai! lo scozzese. che non è male davvero, anche se a prima vista no ti dà proprio l'impressione del compagnone...insomma arriva lui e tra una gita sul ponte e una nel lab avanza la proposta che mi sembra la migliore, forse l'unica. ritiriamo pianino pianino gli airgun e quando sono sotto la poppa vediamo che si può fare. ok. cominciamo. e pianino e pianino, compaiono 'sti cazzo di cannoncini sotto la poppa. e con loro il cavo dell'idrofono. che è successo quindi? è successo che durante una virata il cavo ha attraversato la linea e quando siamo tornati ad andare dritti è rimasto impigliato nelle catene che sorreggono i...cannoncini a metà della linea. e ora?? e io sempre li...a cercare soluzioni ...soprattutto per stressare il meno possibile l'attrezzatura. piccola parentesi. se si sfranga il cavo dell'idrofono sono ...cazzi da cacare (perdonate il tecnicismo ma è proprio così); innanzitutto non si spara finchè non c'è un idrofono in acqua. quindi bisogna recuperare quello sfasciato. possibilmente tirarlo via dal winch e sostituirlo con quello di riserva. ...perchè ce ne sta uno di riserva???? ci sta ci sta. e allora la mia ultima gita a pavia all'insegna di cosa è stata!? ma meglio se non succede; l'idrofono di riserva è tre ponti più su, avvoltolato splendidamente in un rocchettone di legno; quindi tirarlo via dal rocchettone, portarlo giù, possibilmente avvoltolarlo nel winch riconnettere tutto, farsi il segno della croce, danza propiziatoria, 100 flessioni, due scudisciate e vedere se tutto va: ore di lavoro. anni di vita.
eravamo a poppa a pensare soluzioni... intanto bern e gunners lavorano di buona lena: si muovono come chi sa quello che fa. allenta un pò il cavo dell'idrofono, tira un pò dentro gli airgun. allenta e tira, allenta e tira. mezza linea è sul ponte; o meglio sulla scivola che c'è alla fine della poppa e che serve per mettere a mare e recuperare il tutto. posto davvero brutto per lavorarci perchè rischi di cascare in acqua con una certa facilità (ci lavorano solo i gunners lì, sempre con la lifeline..la cordella di sicurezza). il cavo dell'idrofono è schiacciato sotto cannoni e galleggiante, paurosamente torto su una catena. in tutto questo io sono solo spettatore; non riesco nemmeno a fumarmi una sigaretta. e c'è questo nuovo gunner (parla solo spagnolo...e io che mi facevo problemi per il mio inglese) che zompa qui e li. justine è con lui. loro sanno. e come dei chirurghi usano le loro conoscenze amministrando sapientemente gli strumenti di cui dispongono per questi delicati interventi. questi gli strumenti di altissima precisione: un piccolo winch che serve per tirare su quello che bisogna tirare su (ogni cosetta su quel ponte pesa decine e decine di chili) compreso il cavo dell'idrofono (che naturalmente è in trazione perchè dietro la parte incastrata ci sono ancora un centinaio di metri di roba che ci continuiamo a trainare); un piede di porco; pedate e pedate che manco a un cagnaccio rabbioso che cerca di azzannarti la gamba. aiuto. l'agonia dura fino alle sei e mezza del mattino. a quell'ora il cavo è libero. io nel frattempo ho scollegato tutto. non so se funziona ancora. ma bisogna ritirare anche il pamidrofono: l'emergenza era per l'idrofonone sismico...ricordate? e ritiriamo. io e bern. tutto sommato questa è andata liscia. e alla fine dell'idrofono, la sorpresa, che in realtà sorpresa non è. eccola lì nella foto, accanto al winch con il pam idrofono. saranno almeno 100 metri di long line...di conzo và... e manco un pesce. nell'altra foto la leadership della squadra di salvataggio...che sarà bern e chi lo scozzese??
adesso l'idrofono è tornato in acqua e tutto è tornato a marciare come al solito.
giornata di oggi da delirio per il numero di tartarughe che abbiamo incontrato. e squali. e mante. e delfini. e pesci spada. e marlin. ....delirio davvero. oggi ho visto quello che uno in italia vede in dieci anni e si può pure arrizzettare.

ultima nota introspettiva su questo folle mondo che sono le navi.
è incredibile. è incredibile come si passi da uno stato d'animo all'altro. con una velocità impressionante. ma fin qui quasi nulla di nuovo, soprattutto per me che, col carattere de merd che mi ritrovo, dire che sono lunatico è essere gentili. è impressionante e bellissimo come questi stati d'animo, questi pensieri, non lascino quella scia bavosa che di solito lasciano nella vita a terra. almeno a me. non è che ti dimentichi il motivo per cui mezz'ora prima eri incazzato o felice. e non dimentichi neanche quella sensazione, quello che hai provato. semplicemente è passato. e ora c'è del nuovo.
sarà l'acqua che passa sotto la chiglia e che tutto lava. non so. ma è bello

abbracci e pensieri a voi lettori, commentatori, parassiti informatici (parassitate...parassitate...mi piace questa cosa...e poi è aggratis per tutti!), detrattori, ecc ecc...di questo piccolo spazio.

venerdì 4 aprile 2008

la prova


sapevo che prima o poi sarebbe successo. lo sapevo. e il pensiero mi aveva sempre ossessionato. anche se ero riuscito a tenerlo a bada.
erano anni. sin dalla prima volta che ho messo piede su una nave da ricerca. per tutto questo tempo ero riuscito ad evitare, facendo salti mortali, adottando le più svariate strategie, di confrontarmici. ma questa volta no. non c'è stato proprio verso.
e sia, mi sono detto qualche giorno fa. si, perchè già da qualche giorno mi ero reso conto che avrei dovuto.
e allora andavo lì e davo un'occhiata. e tutto sembrava così tranquillo. così facile. un altro giorno. un'altra occhiata. anche se nel frattempo tutto me stesso continuava a cercare soluzioni che mi consentissero di evitare. ma non ce n'erano. bastava che mi guardassi bene per capirlo.
oggi la decisione. ed è venuta così, di botto. non me ne sono neanche reso conto. ho cominciato a fare. ecco tutto. ho cominciato a fare tutto quello che dovevo fare prima del vero confronto. in fondo è solo una macchina, mi continuavo a ripetere. uno strumento come un altro. e perdippiù utilizzato da centinaia di persone. non più di cinque minuti per preparare il tutto. avrei sperato di più? ma tanto ormai cosa importava... meglio affrontare subito la cosa.
ok. sono li davanti. e quest'occhio mi fissa. questa bocca che devo spalancare io mi aspetta. e metterci le mani dentro. ho scelto un momento in cui non c'è nessuno intorno a me. per poter lavorare tranquillo. tranquillo!
ok. la prima parte è fatta. avvio tutto e tutto sembra andare per il meglio. resto li a guardare per n paio di minuti ma tutto gira come mi dovrebbe. come ho visto altre decine di volte, durante le mie furtive ispezioni, cominciate già la scorsa crociera. vado via. tornerò dopo a verificare che non sia successo qualche disastro. spero che tutto vada liscio.
dopo qualche ora sono di nuovo lì. ore in cui sembra che il pensiero no occupi la mia mente, ma eccomi di nuovo lì, dicevo, come trascinato da un sottile filo che mai si è spezzato. sembrava facile. è stato facile. ma è solo il primo passo. il più semplice. non molto diverso da gesti che tutto sommato mi hanno accompagnato nella mia vita. la vera prova è adesso. l'ignoto. il mai tentato prima. neanche qualcosa di simile.
adotto la procedura. qualcosa di buono c'è in questa attitudine tutta americana si scrivere e protocollare tutto. un altro occhio. un'altra bocca. più grande e minacciosa questa volta. tanto grande che quasi ci entro fino alle spalle per lavorarci bene. chiudo tutto. e tutto parte. più che prima non ce la faccio a stare lì a guardare. devo andare via. non resisto. tornerò, anche se in un angolo el mio cuore non vorrei. ma devo. per me.
ma questa volta non ce la faccio ad aspettare più di quanto dovrei. entro nell'antro. tutto tace. mi guardo intorno. tutto tranquillo. sono solo. meno male: ho scelto bene i tempi. aspetto ancora quaclhe istate prima di posare gli occhi lì. lo faccio.
è andata. ce l'ho fatta. è stato un massacro psicologico. uno stillicidio durato ore. anni.
ma ce l'ho fatta.
ho di nuovo magliette e mutande pulite.
la lavatrice ha funzionato. l'asciugatrice non è esplosa.
un'altra prova è stata superata. una nuova fantastica esperienza da raccontare ai miei nipoti.

...certo...in effetti...è tutto un pò bluette...

giovedì 3 aprile 2008

martedì 1 aprile 2008

salutamu


tranquilli, ca 'sta vota non vi ni cuntu minchiati di cunigghi e arruzzuliamenti 'nta quacchi puttusu.
vi cuntu na para di cosi ca mi capitanu 'nta 'sti iorna.
tantu p'accuminciari, na para di notti fa 'ntisi u primu friscuni di deffinu (iettunu certi friscuni 'sti deffini ca mancu vu putiti immagginari!). minchia, mancu ci crireva! e cchi era cuntentu! mi vineva troppu assai di ridiri. ma siccome che ammeri mia c'eranu 'na zummuliata di cristiani tutti seri seri ca taliavanu i televisori d'i compiuti, m'appa ffari seriu seriu macari iu, ca s'annunca ci accucchiava 'na parti di cretinu di chiddi forti.
appoi...mi pari aieri...di chi stava taliannu u mari supra a turri di unni si...

...carusi...mentri ca scriveva s'avvicinanu 'na para di mmericani; unu era chiddu cchiu mportanti ca cc'è cca...u scienziatu capu, e l'autru era u cumpari sò, chiddu ca ci avi a vuci di fimmina, e m'addumannanu su si puteva sentiri 'na cosa ca s'a 'ntisu na para di voti 'nti sti iorni. e iu...talia cca...senti dda...i minchiati ca ci potti cuntari! ma accussi seriu ca mi pari ca ci crirenu troppu assai e si ni ienu cuntentuni sparti arringraziannu...

cchi stava dicennu... a si...supra a turri di unni si virunu i deffini e....minchiuni! autru che deffini! vitti na balena! ma di chiddi ca cantanu! e chi era bedda...niura niura, ccu sta carina e sta cura ca si muveva lenta lenta! e chi era granni! appoi ccu sti binoculuni ca ci su cca ti pari ca ci poi mentiri na manu d'incoddu! carusi...cu l'ava viduta mai na balena di chissi. su ci pensu ma pozzu figurari comu su l'avissi ora sutta l'occhi. mi pari come a prima vota ca visti u capidogghiu, ca macari ppi chistu aiu arringraziari a me cumpari claudio, ca era ccu iddu ddu iornu. 'sti cosi a mia mi si stampanu 'nto ciriveddu...

ma chi mali nuttati ca mi passai...intantu pessi 'nsaccu di tempu ppi abbissarimi tutti i cosi ca vaiu scrivennu (picchì su mi scrivu i cosi e dopu 'na simana nun ci capisci nuddu nenti, unu chi minchia si scrivi a ffari?). appoi l'autra notti era cca, assittatu beddu beddu ca mi stava liggennu u me libbru, e attacco a sentiri deffini. vabbè. e cchiù deffini. e cchiù deffini ancora. e di chi eranu tutti arreri, m'attruvai ca sinteva deffini a tutti i banni. sautai 'nta l'aria! e ora cchi fazzu! e ci spiu a 'n' amicu me ca c'era cca. e iddu m'addumanna c'ama ffari. e cchi ni sacciu iu c'ama ffari. chi fa stutamu 'sti bummi ca sparamu, fa iddu. 'mbare non tu sacciu diri, fosse si, ci fazzu iu. no! dici n'autru. aspetta. e 'nto frattempu deffini e friscuni e friscuni e deffini. e bummi ca pareva a festa di sant'aita (sant'aituzza bedda...menu male ca ci si tu). s'appa arrisbigghiari macari u tipu ca cumanna i "sbirri dei deffini" (iu e nautri quattru carusi) ppi capiri cchi s'ava ffari. com'è comu non è, appoi s'abbissanu tutti cosi (e ora sapemu tutti c'amaffari su avissi a capitari 'n'autra vota 'na cosa di chisti). intanto a mia mi vinni a lucciola. appoi pi fari chiddu tranquillu m'appa stari assittatu n'autra orata e invece mi vuleva fumari comu minimu 'na para di sigaretti ca mi vineva vogghia di scippare u tavulu ccu tutti i compiuti e abbiaricciddi d'incoddu a quacchirunu.
...anu vogghia a scirviri tutti 'sti leggi tutti 'sti reguli 'sti mericani: su ti capita chistu fai chistu su ti capita st'autra cosa fai chidd'autru...ma quannu si 'nto menzu do mari e c'hai a cchi fari cu 'sti animali, ci su voti ca u sai cchi ci po fari cu tutta sta carta scritta?
ma comunque....
v' abbannunai...mi ni tornu a taliari i me televisori e abbisari i minchiati ca scrissi.
vi vogghiu a tutti cc'a saluti.
vostru cumpari giuvanni
d'o resecc vesse maccus langse, columbia iunivessiti
...new yok

lunedì 31 marzo 2008

ruzzolando ruzzolando


inizio a scribacchiare questo post subito dopo la mia doccetta, la mia sostina in mensa a parlottare (stasera niente dolcetto che quel che c'era faceva un pò cagher...s'è fransè) e la mia siigarettina. in questo momento sono davanti la mia cabina dove c'è una piccola scrivania e poi una specie di mini salottino su cui si affacciano altre due cabine. sul divano del salottino c'è un pirata che se la ride guardando un film sul pc (devo dire che 'sti pirati sono davvero personcine gentili...più o meno tutti). e io qui a scrivere con la mia musichetta nelle orecchie. non so perchè ma nitin sawhney funziona sempre molto bene quando sono a bordo; e dire cha a terra lo ascolto davvero pochino...mah
notti lunghe le ultime!
intanto vi annuncio che...non mi sono ancora abituato ai ritmi strani. ma mi sono abituato a non essere abituato...e quindi va tutto bene. c'e`di divertente che non so quando comincia e finisce una giornata. cioè...comincia alla mezzanotte, quando bello fresco monto per il mio turno di notte? comincia alle 7 di mattina, quando me ne vado a dormire? e la verità è che forse non ha davvero importanza. il tempo scorre, si fa quello che si deve fare e tutto succede seguendo il ritmo ondulante di una nave in mezzo al mare. dormirò 6 o 7 ore al giorno...ma va bene, nonstante io storicamente abbia sempre necessitato di almeno otto ore! sono sicuro che non appena rientrerò ritornerò a necessitare (ma che ci mettono la coccoina nel caffe sti mericani??). e adesso me ne vado un pò a dormire...del resto sono quasi le otto di sera... è divertente...mi dicono buona notte tre volte al giorno!
ma prima una piccola parentesi a proposito delle mie letture a bordo. leggete alice nel paese delle meraviglie. perchè è una fantstica follia (non leggete le note biografiche che sennò scoprite che lewis carroll era un mezzo prete che ci piaceva fare le foto alle bambine nude e questo potrebbe levare un pò di poesia...cazz...ve l'ho detto io...e vabbè).

...l'unicorno vede alice in mezzo agli altri e scoprendo da martio che è una bambina....

"...- ho sempre pensato che fossero mostri favolosi! - disse l'unicorno. - è viva?
- sa parlare, - disse martio solennemente.
l'unicorno guardò alice come in sogno e disse: -parla, bambina.
alice non potè fare a meno di increspare le labbra in un sorriso nel rispondergli: ma lo sa che anche io ho sempre pensato che gli unicorni fossero mostri favolosi? mai visto uno vivo prima d'ora!
- bè, ora che ci siamo visti l'un l'altro, - disse l'unicorno, - se tu crederai a me, io crederò a te. siamo d'accordo?

essere al mondo significa stringere patti con l'unicorno."

la prima parte è tratta da "al di là dello specchio", l'ultima frase dalla prefazione di stefano bartezzaghi (edizione einaudi).
mi è scesa una lacrima.
e ora, dopo essere ruzzolato giù per la tana del bianconiglio, ho capito che non c'è pillola blu o pillola rossa. tutti i tempi sono lo stesso tempo. tutti i luoghi sono lo stesso luogo. spero di avere sempre gli occhi, la vogia e il coraggio di vedere correre un coniglio con un orologio. e di seguirlo.
è tardi è tardi.
buonanotte

giovedì 27 marzo 2008

pecche' gli amaricani...?

pecchè gli amaricani sono tutti grandi e grossi e non esiste uno che abbia meno di 43 di piede?
pecchè gli amaricani hanno bicchieri e tazze che vanno dal litro in su?
pecchè gli amaricani quando ti incontrano non ti dicono semplicemente ciao ma usano sempre una di quelle loro formulette che è una domanda e mentre tu cerchi di capire che minchia ti hanno detto per poi provare a rispondergli se ne sono gia`andati?
pecchè gli amaricani ci hanno carne buona buona?
pecchè gli amaricani devono avere sul tavolo da pranzo 12 o 13 tipi di salsine diverse che ci serve un altro tavolo per mangiare?
pecchè gli amaricani non riescono a ingoiare una cosa che abbia il suo proprio sapore ma tutto deve essere al sapore di qualcos'altro?
pecchè gli amaricani ci hanno bisogno sempre della macchina del ghiaccio che se ti pesti un dito nella porta è comodissima ma tutto sto ghiaccio sennò a che ti serve?
pecche`gli amaricani sono tutti dei bambinoni che ridono e ridono ma ogni tanto li vedi che si prendono così sul serio ma così sul serio che da ridere ti viene a te?
pecche`gli amaricani ci hanno i professori delle universita`che si vestono con i jeans bucati e le magliette sporche che se li vedi così in italia per la strada gli allunghi 1 euro e sei contento di avere fatto del bene e poi ci hanno il premio nobel?
pecchè gli amaricani ci hanno solo calzini bianchi e corti?
pecchè gli amaricani per vivere hanno bisogno di assumere quantità industrilai di vitamine e integratori che quando partono serve una borsa solo per quello?
pecchè gli amaricani possono andare in giro che fetono più del banco della tunnina ma il sorriso cazzo deve essere sempre smagliante e giù di filo interdentale, gommine varie e colluttorio?
pecchè gli amaricani ci hanno un foglio da prendere in visione e da firmare per tutto...che so.. quanti rotoli di carta igienica pensa di usare in una settimana...due?...mmm...sei sicuro?....firma lì.
pecchè gli amaricani devono vivere con l'aria condizionata a palla che i pinguini si devono mettere la sciarpa e i guanti ma nella mia cabina si accupa di caldo? (...mi sa che questa è sfiga mia...mi sa).
pecche gli amaricani se non usano un acronimo per più di due ore ci vengono le bolle, l'asma e la congiuntivite?

...continua

...curiosi ritmi



certo ancora non è che mi sia del tutto abituato ai nuovi ritmi...
ecco di seguito gli orari che scandiscono la mia giornata...la pam-giornata:
24.00-06.00 turno di ascolto nel lab (e già la dice lunghetta che comincio dalla mezzanotte)
07.15-08.15 colazione
11.15-12.15 pranzo
12.00-13.00 altro turno di ascolto
15.00-16.00 altro turno di ascolto
16.00-18.30 turno di avvistamento...tò...il cielo...il sole..
17.00-18.00 cena
ecco.
scendo un pochino nel dettaglio. il fantastico turno di notte è quello a cui si deve la maggior parte di tutto quello che state leggendo. in realtà di solito lo comincio una mezz'ora prima, così brendan se ne va a letto più presto e più contento (a breve la presentazione delle personacce che fanno parte del team che salva i delfini e le balene dai perfidi geologi sparatori). caffè, felpina (che a stare fermi sei ore con le bocche dell'aria condizionata ntella faccia poi un pò ci hai frescolino), cuffie in testa e...libri (mi compiaccio con me stesso per i libri che ho portato...poi vi dico)...disegnini...post per il blog...ordine sul computer...internet...e sforzi di fantasia... ammetto un paio di soste durante la nottata per pipì, sigarette e spuntino delle 4 che ci sta che ci sta. ogni tanto gita sul ponte, al winch, per vedere che sta succedendo accanto all'idrofono, dove adesso giace cassa gialla con dentro il cuore pulsante del sistema. e si ha fatta mattina. arriva nick a sostituirmi con la sua tazza professional e una ciotola di qualche cosa da mangiare. ciao, ciao, addivettiti e buonanotte.a questo punto non mi faccio mancare un bicchierozzo di caffè e una sigarettina sull'hely deck (...ho detto che poi vi spiego meglio...o non l'ho detto??...poi vi spiego meglio come è fatta questa nave) che mi mette in pace col mondo: alba, aria fresca, occhiata all'idrofono che ci trasciniamo e che in questi giorni mi sta dando qualche pensiero. via a dormire. e la colazione? la colazione?!? quella non è una colazione...è una cosa mostruosa che io alle sei e mezza del mattino ci posso solo lasciare le penne! e poi in realtà dovrei aspettare le 7 quando c'è una fantastica cuccetta che mi aspetta. ooooo...eccoci qui. mi cambio, mi arrampico sul lettuccio che sta al secondo piano, chiudo le tendine che sono la magia delle cuccette e sono papero papero come il conte dracula nella sua bara; magari due paginette due di "alice nel paese delle meraviglie" e poi si ronfa. piccolo inconveniente. sulle navi si lavora sempre, come vi dicevo qualche tempo fa. sulle navi quasi tutto è di metallo. e quando li vuoi fare i lavori che fanno bordello (colpi di flex, fresature varie, ecc...)? che è, li vuoi fare di notte che tutti i cristiani normali stanno dormendo??? nooooo. li cominci a fare verso le 8 e mezza. che io sono entrato nel meglio del sonno...ho cominciato i miei sogni deliranti che mi aspettano ogni volta che vado in mare...mi sto finalmente abbandonando....sdeng sdeng, trattattattata, bum bum ecc... e io inizio a bestemmiare che quasi mi viene da piangere. insomma, in un modo o nell'altro accucchio un tre o quattro ore di sonno. sveglia. pranzo in coma e nuovo turno di ascolto nel lab, dove mi trascino con gli occhiali da sole anche se ancora non ho praticamente messo il naso fuori. poi si cazzeggia un pò e se tutto va bene e non ci sono cose da fare extra svengo ancora un pochino. ma alle tre sono di nuovo nel lab. dalle 4 alle 7 la luce. turno di avvistamento sulla tower. finalmente all'aria aperta! ....a parte le esalazioni mefitiche degli scarichi della nave...a parte. piccola parentesi per cenare in 10 minuti, ma il tramonto non me lo perdo. e poi è divertente chiudere tutto (è l'ultimo turno di osservazione) con brendan e john (con il quale negli ultimi giorni la parola d'ordine è diventata "hei man....fuck you" e ci spisciamo come due cretini). poi doccia, cazzaggio e letto fino alle undici più o meno: mi serve ameno un'ora per riprendere coscienza anche perchè il corpo è li che dice "ma che minchia fai, ti svegli ora?? che sta per cominciare la notte...quella cosa durane la quale si dorme???". e si ricomincia. alla fine del tutto diciamo che raccatto, salvo insonnie e tentativi a volte inutili di convincerti che devi dormire anche se sono le sette di sera, un sette ore di sonno variamente sparpagliate nelle 24 ore. resto basito dal mio intestino che deve essere fotosensibile perchè il suo storico ritmo circadiano non lo abbandona mai e ci puoi regolare l'orologio atomico al mercurio.

ecco. è che non mi sono ancora del tutto abituato. a questo modo un pò nuovo di vivere le navi e le crociere (del resto questa è solo la mia seconda crociera da pam), in cui vivi di notte, dormi qua e la e, nonostante fuori ci siano giornate di sole spettacolare, tu non solo non ti sei ustionato (cosa che mi capitava regolarmente) ma forse non ti sei neanche un pò colorito.
ma va tutto bene, naturalmente. e tra le cose straordinarie di questa vita folle a bordo c'è che non mi perdo un'alba e neanche un tramonto. e questa cosa (come quasi tutto del resto) mi piace troppo; e il sintomo di questo piacere è che non trovo le parole adatte per spiegarne il motivo.
bene. ma prima di lasciarvi veniamo alla strana foto. e già...trattasi di luogo fondamentale su questa nave. siamo a poppa, vicino ad una delle uscite sul ponte dove ci sono gli array sismici (the streamer deck). qui si fuma. su questo bullone sono state spente migliaia di sigarette. sogni lontani...zac sigaretta spenta. incazzature....zac sigaretta spenta....stanchezza inutilmente combattuta...zac....frustrazioni....zac....ricordi....zac....quattro chiacche e grasse risate....zac. e zac e zac, su questo bullone ci sono pezzi di vite (bullone...vite....sono proprio un cretino!) che fanno un pezzo di vita di questo pezzo di ferro buttato in mezzo al mare. è o non è un posto importante??
e adesso me ne torno alle altre mie attività notturne...e quasi quasi....anche io, adesso...
...zac